"A ridosso del 2 febbraio, giorno della Candelora, permane un silenzio che desta profonda preoccupazione - così in una nota dell'associazione Trans Napoli -. La storica Juta dei femminielli rischia concretamente di non svolgersi.
ATN – Associazione Transessuale Napoli esprime la propria ferma contrarietà e manifesta seria apprensione di fronte alla possibile cancellazione di uno dei riti più antichi, simbolici e identitari della storia collettiva del territorio.
ATN rivolge un appello urgente all’Abate Ordinario di Montevergine, Don Riccardo Luca Guariglia, al Sindaco di Mercogliano, Vittorio D’Alessio, al Sindaco di Ospedaletto, Luigi Marciano, e a Don Vitaliano Della Sala, affinché sia garantito almeno lo svolgimento della celebrazione religiosa nel centro abitato, consentendo così alla comunità di continuare a compiere un gesto che da secoli rappresenta un atto di devozione e ringraziamento alla Madonna.
La Juta dei femminielli non è folklore, bensì fede vissuta, memoria condivisa e rito tramandato nel tempo. È un momento che incarna valori profondi di identità, rispetto, appartenenza e riconoscimento, in particolare per le persone trans e queer, ma anche per l’intera comunità che in questo rito si riconosce.
ATN invita le istituzioni civili ed ecclesiastiche a non interrompere una tradizione millenaria che, attraverso riti e preghiere, celebra l’unicità e l’inclusione. Si tratta di una giornata attesa non solo dai femminielli, ma da tutte le persone che desiderano affidare la propria devozione alla Madonna che “tutto concede e tutto perdona”.
In un contesto storico segnato da odio, guerre, esclusione e disumanizzazione, la negazione di questo momento di grazia e raccoglimento rappresenterebbe un segnale grave, capace di ferire non solo una comunità specifica, ma il principio stesso di convivenza, rispetto e coesione sociale".
