Piazza Castello, la replica del Comune

Messa in sicurezza. Stamattina alla Regione la relazione sulle prescrizioni della Soprintendenza

Avellino.  

Questa mattina sul tavolo del Dipartimento Ambientale della Regione Campania di Collina Liquorini la risposta del Comune di Avellino alle prescrizioni della Soprintendenza sulla messa in sicurezza di Piazza Castello.

 

L’amministrazione di Palazzo di Città, e in particolare l’assessore ai Lavori Pubblici Costantino Preziosi e i tecnici degli uffici, ribadiranno la bontà del progetto presentato, che ha già ottenuto l’approvazione di tutti gli altri enti alla conferenza dei servizi. Un piano per effettuare una messa in sicurezza a tutela dell’ambiente e della salute pubblica. Del resto, prima di chiudere la relazione di replica al quesito dell’autorità regionale sui Beni Archeologici, gli stessi estensori della risposta hanno effettuato un nuovo sopralluogo. Dalle notizie filtrate, nell’area di circa 500 mq che si trova a ridosso dei resti del castello, non ci sarebbe alcuna traccia di reperti. In piedi, dunque, ci sarebbe solo una mera ipotesi tutta da verificare.

 

Inoltre la richiesta di mini bonifica sulla particella del cantiere individuata e la rimozione della terra per una profondità di 10 metri avrebbe due risvolti negativi: il primo sintetizzabile nell’impossibilità di mettere in sicurezza quella vasta area, evitando che l’acqua piovana filtri dalla superficie del piazzale alle falde acquifere portando con se residui delle sostanze nocive (queste sì) trovate e appurate con certezza; il secondo legato alla complessità e al costo dei lavori aggiuntivi da realizzare per creare opere di sostegno adeguate ad uno scavo del genere. Senza contare le spese per la rimozione di tutto quanto trovato fino alla profondità indicata.

 

Questi gli elementi alla base della relazione del Comune, attraverso la quale l’assessore Preziosi spera di chiudere la partita delle autorizzazioni e dare il via all’appalto dei lavori e ad un loro rapido avvio. Non bisogna dimenticare, infatti, che al di là di quelle della Soprintendenza, basate sull’eventualità di preesistenze archeologiche, ci sono anche le prescrizioni della Procura che puntano ad una soluzione della problematica il più velocemente possibile. Tanto per non aggiungere altri nomi all’elenco degli indagati aperto per l’inchiesta in corso.

Alessandro Calabrese