Resta ancora impressa quella corona funebre e la rabbia nel vedere oggi un palazzo vuoto e triste. Faldoni e suppellettili che sono andati via mestamente da Ariano a Benevento. Tutto avvenne silenziosamente e con estrema freddezza sul Calvario, nello sfrattare e trasferire altrove, quell'inquilino scomodo. “Una storia gloriosa ed antica che finì improvvisamente per colpa di una legge idiota.” Cominciava così la nota piena di rabbia di Marcello Luparella, uno tra i pochi che su questa vicenda si è battuto molto. “Non è questo il momento delle recriminazioni, ne abbiamo fatte già tante, sappiamo benissimo chi sono i responsabili di questo delitto. In queste ore, per quanto mi riguarda, si affollano nella mente i ricordi, le facce, i personaggi che hanno accompagnato la mia esperienza, ventitré anni, in quel Foro straordinario. Mio padre, che ogni tanto da bambino mi portava con lui in quelle cancellerie, per me luoghi sconosciuti e misteriosi. La sua scomparsa improvvisa e prematura, che mi costrinse a tuffarmi prima ancora della laurea in quel mondo, per non vanificare e per dare continuità a tutto ciò che egli aveva faticosamente costruito. L'amicizia e la solidarietà che subito percepì in quell'ambiente, dove tutti mi aiutarono, anche se avrebbero potuto approfittare della mia inesperienza e ingenuità.” I ricordi sono tanti: “Il presidente Ramundo, straordinariamente vicino a noi giovani, a cui non esitò a dare fiducia e ad affidare numerosi incarichi "di incoraggiamento", soprattutto curatele fallimentari, a volte anche importanti. La sua porta sempre aperta, per i decani come per noi pivellini, all'epoca nemmeno trentenni. E poi Perretti, all'apparenza burbero e a volte sprezzante, ma grande lavoratore e dotato di grande umanità, "Presidente operaio" capace con il proprio impegno di sopperire alle croniche carenze di organico e garantire ottimi livelli di produttività e "fatturato" al nostro Tribunale. Erminio Grasso, figura incancellabile della classe forense arianese, che con lui si identificò per molti decenni. Fernando Fausto Greco, la sua preparazione asciutta e sostanziosa, che metteva generosamente adisposizione di tutti, le sue camminate nei corridoi in attesa che gli chiamassero le cause. E poi tantissimi altri, che non citerò per non far torto a nessuno.Bravissimi avvocati, giudici e cancellieri. Gli ultimi anni non mi suscitano particolari emozioni, più che altro mi sono parsi la plastica rappresentazione di un declino annunciato.” Si volta pagina dunque e Luparella così concluse: “Ripartiamo tutti da Benevento, dove porteremo una squadra di valenti Avvocati, Magistratie Funzionari, e dove cercheremo di onorare al meglio la nostra storia, la nostra tradizione, il prestigio del Foro Arianese.” E da qualche sul giorno sul Calvario il trasloco è ripreso, vanno via da Ariano, gli ultimi faldoni, del civile. Altri fascicoli sono depositati nell'ex mercato coperto di via Parzanese buttati lì quasi come rifiuti. Di una sede distaccata del tribunale non se ne parla più. La politica anche su questo è divisa ed è un ipotesi che resterà solo sulla carta. Inutile farsi tante illusioni, il Palazzo di Giustizia, non tornerà mai più ad Ariano Irpino...
Come è cambiata la città e quali sono state le conseguenze di questa sciagura, oggi sull'App di Ottopagine.
Gianni Vigoroso
