Con la chiusura del tribunale, in ginocchio bar e negozi

C'è chi addirittura da titolare di un bar in centro si è visto costretto a cercare lavoro altrove

I guai prodotti da una politica che si riunisce intorno ai tavoli senza concludere mai nulla, dove ognuno pensa solo al proprio orticello....

Ariano Irpino.  

A due anni ormai dalla chiusura del tribunale, il trasferimento e lo smembramento di altri ufficio servizi sanitari, è buio pesto ad Ariano Irpino. Attività commerciali al collasso, bar che rischiano di chiudere lungo il corso, c’è chi resiste a fatica e chi invece si arrende abbassando le serrande. Sul Calvario,  è rimasto attivo il piccolo bar accanto al defunto tribunale, ma il titolare conferma che non è più fiorente come un tempo. In via Tribunali, peggio che andar di notte, il bar del corso non è più trafficato come un tempo. Ne sa qualcosa il titolare Pierino Giorgione ed altri commercianti, attività importanti che si sono viste ridurre notevolmente gli incassi e la forza lavoro. C’è chi come Antonio Lo Conte ad esempio, si è visto costretto addirittura a lasciare la sua attività, finendo da titolare in centro a barista in periferia alle dipendenze di una pasticceria, pur di portare avanti una famiglia. Da qui la necessità di adoperarsi, ognuno nei propri ruoli, per far si che il Palazzo di Giustizia arianese possa in qualche modo, seppur in maniera ridotta, continuare a svolgere la sua attività sul territorio, ma è pura fantasia questo che stiamo immaginando. La politica non si è battuta per niente ed è apparsa divisa e inconcludente. Basti pensare ai disagi che si sono avuti nelle ultime consultazioni elettorali, per trasferire i plichi da Ariano a Benevento, rispetto agli anni scorsi, quando tutto avveniva nella sede di via Calvario.

Come è cambiata la città e quali sono state le conseguenze di questa sciagura, oggi sull'App di Ottopagine.

Gianni Vigoroso