Che dietro l’accattonaggio dei migranti ci sia una sorta di racket è ormai più che un sospetto. Naturalmente, prima di puntare l’indice bisognerà avere le prove dell’esistenza di un’organizzazione criminale tesa allo sfruttamento di questa nuova e abbondante “manovalanza” messa in strada a chiedere la carità. Il fenomeno, esploso definitivamente nelle ultime settimane con l’arrivo di altre decine di profughi, vede il suo epicentro irpino proprio nella città di Avellino. Nel centro urbano, infatti, all’entrata di bar e negozi s’incrociano sempre mani tese per cercare di ottenere una moneta dal cliente o dal passante di turno. Sul fenomento ha acceso i riflettori l'esponente di Riva Destra, l'avvocato Edoardo Fiore che ha chiesto al prefetto un attento monitoraggio. E mentre cittadini e commercianti sono divisa tra fastidio e comprensione, c'è chi come ilo direttore della Caritas, Carlo Mele, lancia un monito: si verifichino gli adempimenti di chi ospita questi migranti... (Le opinioni della gente e maggiori dettagli sull'app di Ottopagine).
Alessandro Calabrese
