La provincia di Avellino è in lutto per la scomparsa di Giuseppe Marotti, stimato veterinario, venuto a mancare all’età di 67 anni dopo alcune settimane di ricovero in ospedale a seguitodi un malore improvviso.
La notizia della sua morte ha suscitato profonda commozione tra colleghi, amici, allevatori e cittadini che negli anni hanno avuto modo di conoscerlo e apprezzarne le qualità umane e professionali.
Giuseppe Marotti è stato per decenni un punto di riferimento nel settore veterinario irpino. In queste ore di dolore, numerosi messaggi di cordoglio stanno arrivando alla famiglia, a testimonianza dell’affetto e della riconoscenza di un’intera comunità.
Lo ricorda Antonello Novellino, Presidente dell’Ordine dei Farmacisti:
“Caro Giuseppe, ci sono addii che arrivano troppo presto e lasciano un silenzio difficile da colmare. La tua assenza pesa, ma il tuo ricordo è più forte del tempo che ci è stato tolto. Continuerai a vivere nei sorrisi che ci hai regalato, nelle parole condivise, nei momenti semplici che ora sappiamo essere stati preziosi.
Grazie per ciò che sei stato e per ciò che ci hai lasciato: un segno profondo, sincero, che nessuna distanza potrà cancellare. Camminerai con noi, ogni giorno, nel ricordo e nell’affetto.
Non è un addio, ma un arrivederci nel cuore”.
E il professor Franco Festa: “Le notizie terribili, che ci spezzano il cuore. Giuseppe, un campione di umanità per tutte le specie viventi, un paladino di coraggio, di fierezza, di gentilezza, di attenzione al prossimo, uno spirito libero che ha donato a tutti la sua vita, ci ha lasciati
Piangono insieme a noi gli amici e i compagni che hanno goduto del suo affetto, e i nostri cari animali che hanno goduto della sua grazia”.
Il dottore lascia la moglie Patrizia Prestinenzi, il figlio Dimitri Federico, la suocera Filomena Freda, le sorelle Angelica e Luciana e parenti tutti. Le esequie si terranno domani, martedì 13 gennaio, alle ore 10:00 presso la Chiesa di San Ciro Martire in viale Italia.
Alba Pierro commossa scrive: La prima volta che vidi Giuseppe Marotti fu una mattina di tanti anni fa nel giardino della Biblioteca Provinciale di Avellino che, all'eppca, rappresentava il mio posto di lavoro che amavo tantissimo. Ricordo che mi colpì molto quel ragazzo che faceva degli strani movimenti con il corpo e, soprattutto con le braccia. Cosa fai gli chiesi mentre mi avvicinavo a lui con un sorriso luminoso che mi solcava il viso. Faccio Tai Chi che è una disciplina che aiuta a stare in armonia il corpo e la mente. Bravo gli dissi scusando l'intromissione. Poco dopo scoprii che era un giovane ed apprezzatissimo veterinario, tra l'altro, grandissimo e sincero amico della mia amatissima Maria Lidia De Rosa che era la mia veterinaria di fiducia oltre che buona e sincera amica. No, non sono stata sua "cliente" per la cura dei miei pelosetti, tranne sporadiche volte perchè Maria Lidia non era presente. Lui accoglieva me e l'animaletto da curare sempre con professionalità, competenza e gentilezza. Tu, caro Giuseppe, sai benissimo che la mia Veterinaria è Maria Lidia, e lui di rimando:" e qual'è il problema"? Si, Giuseppe Marotti era un Veterinario consapevole della sua bravura e, soprattutto, non invidioso dei suoi colleghi. Specialmente nei confronti di Maria Lidia legati, come erano, da una stima, affetto e rispetto reciproco. Questo era il Veterinario Giuseppe Marotti che oggi piango come si piange quando va via un amico probo, onesto, sincero e di cuore."
L'Associazione Con Fido nel Cuore Avellino commenta:
L’Associazione Con Fido nel Cuore si stringe con profondo dolore alla famiglia per la prematura scomparsa del Dott. Giuseppe Marotti . Punto di riferimento per la nostra associazione, il Dott. Marotti ha saputo coniugare una profonda competenza medica a una straordinaria umanità. Il suo impegno costante per la tutela del benessere animale resterà per noi un esempio indelebile. Ci uniamo al dolore dei suoi cari, certi che il suo ricordo vivrà in ogni battito di coda dei tanti amici che ha curato con amore.
L'avvocato Vetrano scrive:
La parrocchia di Don Michele era il luogo in cui si riunivano tutti gli adolescenti del quartiere. Nel '68 Bobby Charthon aveva vinto per la 3a volta il pallone d'oro ed aveva una lunga fila di capelli lisci e biondi. Il suo mito sopravvisse per molti anni e per noi della Polisportiva San Ciro, con le magliette rosse come il Manchester United, Giuseppe divento' subito Bobby (Bob) Marotti. Per me è sempre stato Bob e, come Chalthon, Giuseppe è rimasto per sempre un grande professionista ma anche una persona timida e resiliente che non amava i "primi piani", preferendo la sostanza all'apparenza.
Di recente cenammo insieme a casa di Michele che lasciava Avellino. Fu come riavvolgere il nastro della vita. Una serata autentica tra vecchi amici con solidi legami che il tempo non distrugge.
Nulla lasciava pensare che quella cena si potesse trasformare nell’ultima testimonianza di una semplicità che, di lì a poco, sarebbe diventata una mancanza difficile da accettare.
