Bellizzi Irpino in lutto per la morte di Armando Iannaccone, figura storica e di riferimento della comunità alle porte di Avellino. Lo scorso venerdì si è spento Armando Iannaccone, lasciando un vuoto incolmabile nella vita del gruppo Zeza e non solo di Bellizzi Irpino. Sulla pagina social si legge: "Un affettuoso abbraccio al vicepresidente Vittorio Iannaccone per la perdita del caro padre. Ci scusiamo se quest'anno saremo assenti ma per questo lutto e per quello di 3 mesi fa del nostro cassiere Gerardo, fratello di Armando e padre del nostro Capozeza non ce la siamo sentita di fare festa. È vero che il carnevale qui a Bellizzi è tradizione ed è altrettanto vero che attraverso le tradizioni rivivono coloro che ci hanno lasciato, ma per noi la Zeza è anche gioia ed oggi il dolore è ancora troppo forte per poter fare festa. Con la promessa di ritornare a sorridere e a ballare tutti insieme a nome del direttivo ci scusiamo per la nostra assenza con tutti i nostri amici e soprattutto con tutta la comunità di Bellizzi. Grazie a tutti per la vicinanza, ritorneremo e come sempre sarà bellissimo". Con questo post il gruppo della Zeza annuncia la decisione di non rappresentare la Commedia di Zeza per quest'anno particolarmente difficile per il doppio lutto, che ha profondamente segnato i rappresentanti della comunità locale.
Pellegrino Iannacone ricorda: con Armando e Gerardo perdiamo due anime profonde della nostra commedia. Se ne sono andati due assoluti protagonisti della nostra storia, e con il cuore carico di dolore abbiamo deciso di non portare in scena la rappresentazione, che resta racconto senza tempo della nostra comunità". Con i due fratelli Armando e Gerardo se ne va un pezzo di storia del secolo scorso di Avellino, quella di due fratelli che hanno vissuto in sintonia, sposando due sorelle e vivendo sempre insieme, anche nel lavoro. In tanti li ricordano ragazzi andare a piedi, insieme, verso Avellino a lavorare. "Una vita di sacrifici e impegno, in cui ci hanno insegnato - spiega Pellegrino -, il grande valore e senso di famiglia, come perno assoluto dei nostri destini".
