Scomparsa di una figura simbolo della fisica italiana. È morto all’età di 96 anni Antonino Zichichi, tra i più noti fisici italiani nel campo della fisica delle particelle e figura centrale nella storia della ricerca scientifica del nostro Paese. Il fisico che, con la sua presenbza, più di tutti ha contribuito a rendere credibile il progetto Biogem di Ariano Irprino, che ancora oggi ospita le migliori menti nel campo della ricerca. Nato a Trapani nel 1929, Zichichi aveva dedicato la propria vita allo studio dei costituenti fondamentali della materia e alla promozione della cultura scientifica.
Il suo nome è indissolubilmente legato ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso, il grande centro di ricerca sotterraneo progettato e avviato a partire dal 1980, che ha posto l’Italia al centro delle collaborazioni internazionali sulla fisica delle particelle e dell’astrofisica.
Tra scienza, scetticismo e pubbliche controversie
Carattere affabile e comunicatore brillante, Zichichi era capace di tenere conferenze lunghe e articolate, affascinando studenti e colleghi. Tuttavia, alcune sue posizioni hanno suscitato forti critiche nel mondo scientifico. Scettico nei confronti dell’evoluzionismo darwiniano e della responsabilità umana nel cambiamento climatico, egli sosteneva che tali temi non fossero dimostrati “matematicamente”, una visione che lo ha portato in contrasto con ampi settori della comunità scientifica.
Parallelamente, Zichichi si era speso a lungo contro l’astrologia e le superstizioni, definite da lui come una “Hiroshima culturale”, battaglie che lo misero spesso al centro di dibattiti pubblici sul ruolo della scienza nella società.
Una parentesi politica burrascosa
La fama acquisita nel mondo accademico spinse Zichichi verso la scena politica: tra novembre 2012 e marzo 2013 fu nominato assessore ai beni culturali nella giunta della Regione Sicilia guidata da Rosario Crocetta, in un esecutivo che includeva anche nomi come quello di Franco Battiato.
La breve esperienza amministrativa si concluse in pochi mesi sotto lo spettro di dure polemiche. Zichichi manifestò con forza la propria visione favorevole allo sviluppo dell’energia nucleare in Sicilia, suscitando la contrarietà del presidente Crocetta, che lo accusò di assenteismo a causa dei suoi impegni internazionali, in particolare al CERN di Ginevra. I rapporti si deteriorarono fino alla revoca dell’incarico, con entrambi che non risparmiarono affermazioni dure l’uno nei confronti dell’altro.
Un percorso tra laboratori di eccellenza
La carriera scientifica di Zichichi fu caratterizzata da esperienze di rilievo internazionale. Lavorò al Fermilab di Chicago e al CERN di Ginevra, partecipando e guidando gruppi di ricerca in esperimenti fondamentali, tra cui quelli sulle collisioni tra materia e antimateria nei Laboratori Nazionali di Frascati. Fu presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare dal 1977 al 1982 ed eletto nel 1978 alla presidenza della Società Europea di Fisica.
Nel 1963 fondò il Centro di cultura scientifica Ettore Majorana a Erice, in Sicilia, divenuto nei decenni luogo di incontro per scienziati di fama mondiale, dove Zichichi teneva seminari e conferenze di ampio respiro.
Un’eredità complessa nella comunità scientifica
Con la sua carriera lunga oltre sei decenni, Antonino Zichichi ha lasciato un segno profondo nella fisica italiana e internazionale. La sua scomparsa chiude una pagina importante della scienza italiana, caratterizzata da successi di rilievo ma anche da vivaci confronti con la comunità accademica e il pubblico.
