In merito alla risposta fornita dal Ministro per la Protezione Civile all’interrogazione parlamentare sulla grave crisi idrica che sta colpendo l’Irpinia, è intervenuto il deputato del Pd Toni Ricciardi:
“Il Governo conferma di essere a conoscenza della situazione ma, nei fatti, scarica ogni responsabilità sulla Regione Campania, affermando che non è pervenuta alcuna richiesta di dichiarazione dello stato di emergenza nazionale. Una risposta che, pur chiarendo il quadro normativo, non offre soluzioni immediate ai territori e alle famiglie che stanno vivendo disagi quotidiani gravissimi”.
La crisi idrica che interessa numerosi comuni della provincia di Avellino -con scuole costrette alla chiusura per mancanza d’acqua e oltre 60 comuni rimasti senza erogazione a causa di guasti alla condotta dell’adduttrice di Cassano - rappresenta un’emergenza concreta che incide su un diritto fondamentale come quello allo studio.
“Prendo atto - prosegue Ricciardi - che il Dipartimento nazionale potrà intervenire solo a seguito di una formale richiesta della Regione Campania per la dichiarazione dello stato di emergenza. Per questo motivo solleciterò immediatamente la Regione affinché valuti ogni iniziativa necessaria per attivare tutti gli strumenti straordinari disponibili”.
Nella risposta ministeriale si fa riferimento anche al lavoro del Commissario straordinario nazionale per il contrasto della scarsità idrica, che ha avviato interlocuzioni con il Sindaco di Ariano Irpino e con l’amministratore unico di Alto Calore Servizi S.p.A., nonché con l’Ente Idrico Campano e l’Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino Meridionale.
Tra gli interventi presi in esame figurano: nuove captazioni di fonti idriche integrative; interconnessioni tra acquedotti esistenti; una nuova condotta di adduzione per servire le province di Avellino e Benevento.
"Sono interventi importanti, sottolinea Ricciardi, ma occorre chiarezza sui tempi di realizzazione e sulle risorse effettivamente disponibili. I sindaci irpini non possono essere lasciati soli, così come non possono essere lasciati soli studenti, famiglie e dirigenti scolastici".
“La crisi idrica non è più un evento straordinario ma una condizione strutturale che richiede investimenti immediati sulle reti colabrodo e una programmazione seria nel medio-lungo periodo. Continuerò a vigilare affinché alle parole seguano atti concreti. L’Irpinia ha diritto a infrastrutture efficienti e a servizi essenziali garantiti”.
