Si è svolta nella sala meeting del Masaf al PalaExpo del Vinitaly, la presentazione ufficiale del volume “Radici.
Storia di un’impresa familiare” del cavaliere del lavoro Piero Mastroberardino, per i tipi di RCS Mediagroup Solferino, in un incontro che ha registrato una nutrita partecipazione di istituzioni, operatori del settore e stampa.
All’evento è intervenuto il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, che ha sottolineato il valore dell’opera come esempio emblematico di integrazione tra cultura, impresa e identità territoriale. Il dibattito è stato moderato da Luciano Ferraro, vicedirettore de Il Corriere della Sera, che ha guidato il confronto con l’autore attraverso un dialogo articolato sui temi chiave del volume.
Un racconto che attraversa tre secoli di storia italiana e mondiale
Nel corso della presentazione Piero Mastroberardino ha illustrato il senso profondo di questo suo contributo letterario: una ricostruzione rigorosa e documentata della storia della propria famiglia e dell’impresa vitivinicola, dalle origini nel Settecento fino al secondo dopoguerra, narrata con la cifra stilistica del romanzo, grazie all’animazione dei personaggi e delle loro vicende raccontate attraverso documentazione epistolare e fotografica originale. Radici si configura come un’opera che intreccia storia economica, storia sociale e memoria familiare, restituendo il percorso di una dinastia imprenditoriale del Mezzogiorno capace di attraversare trasformazioni epocali – dalla fine del sistema feudale, tra il periodo borbonico e la parentesi napoleonica a Napoli, all’Unità d’Italia con le mutazioni indotte dall’avvento dei Savoia, fino alle grandi guerre e alle crisi che hanno attraversato il Novecento. Il volume si distingue per l’ampio utilizzo di fonti archivistiche originali – atti notarili, corrispondenze commerciali, documenti istituzionali – che permettono di leggere la vicenda aziendale in parallelo con gli eventi della storia nazionale e internazionale, ma anche per una ricca rassegna di aneddoti di straordinaria portata storica, emergenti dalla documentazione d’archivio con impressionante autenticità.
Impresa e territorio: un legame strutturale
Uno dei temi centrali emersi nel dibattito è il rapporto inscindibile tra impresa e territorio. La storia dei Mastroberardino dimostra come lo sviluppo economico possa radicarsi in una profonda conoscenza del contesto locale, trasformando la terra da semplice risorsa a vero e proprio fattore strategico. Già tra Settecento e Ottocento la famiglia interpreta il passaggio verso una nuova borghesia agraria, cogliendo le opportunità offerte dalle riforme e contribuendo alla costruzione di un modello produttivo moderno, fondato sulla valorizzazione della viticoltura irpina.
Una visione internazionale anticipatrice
Ampio spazio è stato dedicato alla dimensione internazionale dell’impresa, sviluppata tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. Le testimonianze documentali presentate nel volume evidenziano una precoce capacità di presidio di mercati lontani, quali Nord e Sud America, Africa, Asia, con una rete commerciale strutturata e una forte attenzione alla qualità e al posizionamento del prodotto. Nel corso del confronto è stato inoltre evidenziato come l’impresa familiare abbia saputo affrontare contesti estremamente complessi – dal proibizionismo negli Stati Uniti alle restrizioni dei mercati europei – attraverso strategie di adattamento e diversificazione, mantenendo una visione di lungo periodo.
Resilienza e continuità nelle grandi crisi del Novecento
Un ulteriore elemento di riflessione riguarda la capacità dell’impresa di attraversare le grandi crisi del Novecento, dalla Prima guerra mondiale alle tensioni geopolitiche e commerciali degli anni Trenta, fino alla Seconda guerra mondiale. Le vicende documentate – tra cui l’interruzione dei traffici internazionali, le difficoltà logistiche e gli eventi bellici – mostrano come la continuità aziendale sia stata garantita da una combinazione di radicamento territoriale e apertura internazionale, oltre che da una forte coesione familiare. Particolarmente significativa, in questo senso, la testimonianza della costruzione di un rifugio antiaereo nelle cantine aziendali durante il 1943, simbolo della capacità di proteggere al tempo stesso comunità e impresa anche nelle condizioni più estreme.
Il vino come espressione culturale
Nel suo intervento, l’autore ha ribadito una visione del vino non solo come prodotto economico, ma come espressione culturale e identitaria, frutto di una lunga sedimentazione storica e di un rapporto profondo con il territorio. Questa prospettiva è stata ripresa anche nel dibattito, evidenziando come il libro contribuisca a ridefinire il ruolo dell’impresa vitivinicola italiana come attore culturale, oltre che economico, nel panorama internazionale.
Un contributo al dibattito contemporaneo sull’impresa familiare
La presentazione si è conclusa con una riflessione sul valore attuale dell’opera. Radici offre infatti una chiave di lettura utile per comprendere le dinamiche delle imprese familiari di lungo periodo, mettendo in luce temi oggi centrali quali il passaggio generazionale, la gestione della continuità e il rapporto tra tradizione e innovazione. L’incontro al Vinitaly ha confermato come il volume rappresenti non solo una testimonianza storica di grande rilevanza, ma anche uno strumento di riflessione per il futuro del sistema vitivinicolo e, più in generale, dell’imprenditoria italiana.
