"Oltre le sbarre, l'istruzione come ponte per la libertà", convegno a Palazzo Caracciolo, ad Avellino, sull'istruzione negli istituti penitenziari, sulla funzione della pena e sul reinserimento. "L'istruzione può rappresentare un vero ponte verso la libertà. - ha spiegato la docente dell'Università degli Studi di Salerno, Giulia Perfetto - Dobbiamo mettere in risalto la condizione attuale dei detenuti, che versano in situazioni molto critiche".
"Effetti per il singolo, ma anche per la società civile"
L'istruzione garantisce elementi necessari per il reinserimento fuori dal carcere. - ha aggiunto la componente dell'Osservatorio del Carcere Unione Camere Penali Italiane, Giovanna Perna - Molte persone detenute arrivano da situazioni di disagio, anche culturale. Se il carcere diventasse un luogo anche formativo, gli effetti arriverebbero al singolo, ma pure alla società civile".
"La detenzione va trasformata in possibilità"
"L'istruzione rappresenta un elemento cardine del trattamento previsto dalla legge. La detenzione è un tempo sospeso, ma può e deve essere trasformato in una possibilità. - ha sottolineato la direttrice della casa circondariale di Bellizzi, Maria Rosaria Casaburo - Abbiamo attivato un liceo e un corso per geometri, ma anche un progetto agricolo con apicoltura e coltivazione. Le persone coinvolte sono una quindicina".
"Misure alternative fondamentali"
"Dobbiamo ridurre il ricorso automatico al carcere. - ha ribadito il garante campano dei detenuti, Samuele Ciambriello - Le misure alternative sono fondamentali. Se una persona passa 20 ore su 24 in carcere senza programmi trattamentali, diventa tutto custodia e l'istituto diventa una bomba a orologeria. Il carcere deve essere aperto alla città e la città deve entrare nel carcere".
