Apprezzamenti a Roma per Alberto Scaperrotta presidente "Guida la tua vita"

Il progetto di prevenzione che sta facendo il giro d'Italia approda a palazzo Senatorio

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Nel nome del codice della strada: una sfida civile al sistema delle regole stradali...

Ariano Irpino.  

Apprezzamenti nella capitale a palazzo Senatorio nella sede del comune di Roma in piazza del Campidoglio per Alberto Scaperrotta e il suo progetto nazionale "Guida la tua vita" che sta facendo il giro nelle scuole piazze d'Italia. 

Scaperrotta è intervenuto nel corso della presentazione del libro di Gianantonio Sottile Cervini presidente dell'associazione nazionale tutela utenti della strada. Presenti fra gli altri Giovanni Quarzo presidente Fdi, Rachele Mussolini presidente del gruppo Forza Italia in assemblea capitolina, Marco Di Stefano gruppo Noi Moderati, Fabrizio Santori presidente gruppo Lega, Biagio Ciaramella portavoce associazione vittime della strada.

Nel nome del codice della strada: una sfida civile al sistema delle regole stradali

Il nome Altvelox non nasce per “salvare” gli automobilisti pericolosi e irresponsabili dalle multe o per ostacolare i controlli, ma per pretendere che quei controlli siano svolti in modo legale, trasparente e rispettoso delle norme. La repressione delle violazioni è giusta solo se gli strumenti utilizzati sono regolari, omologati e gestiti nell’interesse della collettività, non come semplice macchina per fare cassa e sistemare i bilanci.

La sicurezza stradale è una cosa seria. Non è mia intenzione minimizzare la gravità dei comportamenti irresponsabili alla guida, né far passare il messaggio che i provvedimenti sanzionatori non siano necessari.

Non aspettatevi eroi. Aspettatevi cittadini, associazioni, e anche funzionari che fanno il loro dovere, ma che si ritrovano in minoranza rispetto al “tirare a campare”. Aspettatevi anche una domanda che torna sempre, come una scheggia: se la legge è chiara e la giurisprudenza è chiara, perché si continua a fare finta di niente? La risposta non è una sola, e non è comoda. Dentro ci sono soldi, e sono tanti, consenso, abitudine, paura di ammettere errori, e quella vecchia convinzione secondo cui il cittadino, alla fine, si stanca.

I fatti raccontati nel libro sono realmente accaduti, i nomi sono reali, gli atti esistono, i protocolli pure e le conseguenze le pagano persone vere. Se qualcuno si riconosce, tranquilli, non è un caso, è perché c’era davvero.