Lotta all'obesità, qualcosa di nuovo per la terapia: ecco cosa fare

I vantaggi dell'utilizzo di un nuovo farmaco rispetto alle terapie iniettive settimanali...

lotta all obesita qualcosa di nuovo per la terapia ecco cosa fare
Avellino.  

La cura degli eccessi ponderali ha recentemente beneficiato di progressi terapeutici maggiori con l’avvento di terapie basate sul GLP-1 (glucagon like peptide-1).

Questo ormone, la cui secrezione intestinale è stimolata principalmente durante i pasti, fa parte dei numerosi ormoni della sfera digestiva la cui secrezione è indispensabile per la comunicazione tra gli organi e il mantenimento dell’omeostasi energetica. Si sa che l’eccesso ponderale altera la fisiologia di questi ormoni, e si osserva in modo particolare una perdita di reattività della secrezione di GLP-1 durante l’alimentazione, mentre quella del GIP (Glucose Dependent Insulinotropic Polypeptide), altro ormone della classe, è parzialmente conservata. La somministrazione prima dell’analogo del GLP-1, poi dell’agonista del recettore del GLP-1 in forme diverse (giornaliera, settimanale), e ancora più recentemente sotto la forma di un bi-agonista GIP/GLP-1 settimanale, ha dimostrato l’efficacia di questa strategia per favorire la perdita di peso e il controllo delle malattie associate come il diabete di tipo 2.

Ma queste terapie possono presentare degli effetti secondari, necessitano di iniezioni, e pongono il problema della recidiva ponderale dopo l’interruzione. In questo contesto l’orfoglipron è una terapia innovatrice che inaugura nuove molecole, gli agonisti non peptidici dei recettori del GLP-1 per la via orale.

Il peso molecolare dell’orfoglipron è di 357,44 Da (in paragone un agonista peptidico del recettore GLP-1 ha un peso molecolare di 4000 Da), e la molecola non necessita della catena del freddo (dunque si conserva a temperatura ambiente), e la sua assunzione orale quotidiana non è influenzata dall’alimentazione. L’esperienza del ricercatore internazionale Sean Warton ha dimostrato che la dose massima del farmaco (36 mg/die) poteva determinare una perdita di peso del 20%.

Questi effetti sul peso corporeo erano associati ad una riduzione del rischio cardiovascolare (pressione arteriosa diastolica, lipidi, etc.). L’impedenziometria dimostrava una riduzione del 19% della massa grassa viscerale. Rispetto alle terapie iniettive settimanali (semaglutide, tirzepatide) orfoglipron raggiunge gli obbiettivi massimi solo con il dosaggio di 36 mg/die.

I pregi del farmaco sono l’assunzione orale, la non dipendenza dalla catena del freddo e soprattutto il suo percorso metabolico deviato rispetto ai farmaci somministrati con iniezione. Non staremo in questo contesto a spiegare le complesse vie metaboliche legate alla composizione chimica particolare della molecola, al suo peso molecolare ridotto e soprattutto al suo percorso nei tessuti dell’organismo. I risultati di riduzione di peso ottenuti con orfoglipron sono interessanti anche leggermente minori a quelli ottenuti con le terapie iniettive. Il pregio principale è nella gestione della terapia (assunzione orale, non necessità di conservazione in frigo, possibilità di instaurare una terapia di mantenimento, etc.).