È tornato anche quest'anno l'appuntamento con la transumanza delle vacche podoliche tra Teora e Senerchia, uno dei riti più rappresentativi della tradizione pastorale dell'Alta Irpinia. Le mandrie hanno lasciato i pascoli di fondovalle per raggiungere la montagna di Senerchia, seguendo gli antichi tratturi che da generazioni accompagnano il trasferimento stagionale del bestiame verso i pascoli d'alta quota.
A guidare la transumanza è stato Antonio Lullo, insieme alla sua famiglia, che da anni porta avanti un'attività allevatoriale legata al territorio e alla valorizzazione della razza podolica. Anche quest'anno Coldiretti Avellino ha seguito il percorso, documentando una tradizione che continua a rappresentare un momento significativo per il mondo agricolo irpino.
Vacche podoliche, una razza simbolo dell'Alta Irpinia
Le protagoniste della transumanza sono le vacche podoliche, una razza bovina rustica, allevata allo stato brado e capace di adattarsi ai percorsi montani e ai lunghi spostamenti. Il tragitto attraversa boschi, sentieri e tratturi che collegano Teora e Senerchia, mantenendo vivo un percorso storico che ogni estate segna il passaggio dai pascoli più bassi a quelli montani.
La transumanza rappresenta non solo un'antica pratica di allevamento, ma anche un patrimonio culturale e ambientale che contribuisce alla tutela del paesaggio e delle aree interne dell'Irpinia.
Il lavoro degli allevatori dietro la transumanza
Dietro il viaggio delle mandrie c'è un impegno quotidiano che dura tutto l'anno. Cura degli animali, gestione dei pascoli, controlli costanti e attenzione alle condizioni meteorologiche sono attività che accompagnano ogni giornata degli allevatori.
Lo racconta Antonio Lullo con una frase che sintetizza il valore di questa tradizione: «Si lavora 365 giorni all'anno per un giorno di festa».
Per la famiglia Lullo, la transumanza è molto più di uno spostamento stagionale: è il simbolo di un mestiere che continua a tramandarsi di generazione in generazione, custodendo una delle tradizioni più autentiche dell'Alta Irpinia.
