Cade in casa e batte la testa: bimbo di 9 mesi operato e salvato al Moscati

Il piccolo irpino era arrivato al pronto soccorso di Avellino lo scorso 11 luglio

cade in casa e batte la testa bimbo di 9 mesi operato e salvato al moscati

Operato, salvato in extremis grazie ad un delicato intervento chirurgico era stato stabilizzato e portato al Santobono. Oggi il ritorno a casa

Avellino.  

È tornato a casa il bambino irpino di nove mesi salvato grazie al tempestivo intervento chirurgico eseguito alla Città ospedaliera. Il piccolo era arrivato al Pronto soccorso di Avellino lo scorso 11 luglio per un trauma cranico riportato a seguito di una caduta avvenuta in casa. Il 118 aveva già allertato l’ospedale, consentendo l’immediata presa in carico da parte di un’équipe multidisciplinare.
Gli esami strumentali avevano evidenziato un importante ematoma epidurale e non c’era tempo per un trasferimento. Con la consulenza della pediatra Antonella Mollo e dopo la valutazione anestesiologica di Dario Liberti il neurochirurgo Marco Gilone ha eseguito senza esitazioni l’intervento chirurgico.
Una volta stabilizzato, il bambino è stato trasferito in elisoccorso al Santobono-Pausilipon, hub regionale di riferimento per le specialità pediatriche, dove ha proseguito il percorso post-operatorio e trascorso il successivo periodo di osservazione. Proprio dall’Azienda napoletana è poi arrivata la notizia delle sue dimissioni in buone condizioni di salute.
Un lieto fine reso possibile dalla piena sinergia tra il 118, il Pronto soccorso, i pediatri, l’anestesista, il neurochirurgo, il cardiologo, e tutti i professionisti che, nelle diverse fasi dell’assistenza, hanno agito con rapidità, competenza e grande senso del dovere.

Il manager: una sanità che merita di essere raccontata

«Questa è la sanità che merita di essere raccontata – sottolinea il Direttore generale ?????????????? ???????????? – perché, quando è necessario intervenire tempestivamente, per salvare una vita, gli operatori sanitari, a tutti i livelli, non si risparmiano, si assumono responsabilità importanti e affrontano anche scelte complesse. Sono storie come questa a restituire il senso più autentico del nostro servizio sanitario».