Rifiuti in Irpinia, Ugl: "Sì alla gestione pubblica per blindare la legalità"

"Proteggere il territorio irpino da speculazioni e illegalità"

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Rifiuti in Irpinia: la politica abdica, palla al TAR. UGL: «Sì alla gestione pubblica per blindare la legalità e fermare speculazioni e tagli ai salari"

Avellino.  

Ciò che la politica locale non è stata in grado di gestire e risolvere finora, toccherà ai giudici del Tar Campania scioglierlo.

Ad oltre cinque mesi dal ricorso presentato dai Comuni di Sperone e Gesualdo, si attende per il mese di settembre una sentenza fondamentale, che deciderà se in provincia di Avellino potrà proseguire la gestione pubblica del servizio rifiuti dopo 16 anni ininterrotti affidati a Irpiniambiente.

"Come Ugl, per voce del segretario provinciale Nunzio Marotta, ribadiamo la nostra netta contrarietà a una spinta verso la liberalizzazione selvaggia del settore. Non intendiamo fare di tutta l’erba un fascio: riconosciamo l'esistenza di imprese private serie, sane ed eccellenti che operano con professionalità nel campo dei servizi ambientali.

Tuttavia, la nostra reale e profonda preoccupazione riguarda il proliferare di società o pseudo-cooperative create ad hoc, nate dall'oggi al domani e prive di storia o requisiti adeguati.

Spesso si assiste alla nascita di realtà improvvisate che puntano unicamente a fare razzia nelle gare d'appalto per poi tagliare drasticamente gli stipendi degli operatori, alimentando forme odiose di sfruttamento, ricatti occupazionali e una vera e propria svalutazione dei contratti di lavoro, oltre a esporre un settore così delicato a pericolose infiltrazioni malavitose.

In un territorio complesso come quello campano, il modello a totale gestione pubblica - peraltro già individuato e delineato dall’Ato rifiuti Avellino attraverso la scelta della società in house Irpiniambiente spa e il passaggio azionario ai 113 Comuni irpini - resta l'unico baluardo capace di garantire trasparenza, continuità occupazionale e dignità retributiva per i lavoratori.

Il verdetto del Tar metterà a nudo le contraddizioni di una politica territoriale che nei fatti non ha difeso l'interesse collettivo: tra enti che hanno impugnato la pianificazione, alcune amministrazioni che hanno preferito rincorrere bandi privati e Comuni costantemente debitori verso Irpiniambiente per prestazioni già ricevute.

A dieci anni dalla legge regionale che ha chiuso l'emergenza, la segreteria provinciale Ugl continuerà a battersi con fermezza: difendere la gestione pubblica significa tutelare il lavoro vero, garantire stipendi equi e proteggere il territorio irpino da speculazioni e illegalità".