"All'indomani della “Mega riunione in Prefettura”, emerge in modo chiaro la vittoria del comitato e del sindacato e la sconfitta della politica, incastrata dalle sue inefficienze.
Il blocco del “Conto terzi” era stato chiesto da diversi mesi. I cittadini di Nusco e i lavoratori della zona industriale F1, sono stati costretti a protestare per ottenere questo risultato".
E' quanto scrive in una nota il coordinatore generale di Fismic e Filcom Giuseppe Zaolino.
"L'Asi di Avellino era consapevole che il “Ritorno ai Bottini” avrebbe causato miasmi e inquinamento. Avendo le casse vuote, ha deciso di rischiare (sulla pelle di cittadini e lavoratori) per avere più entrate per continuare la politica clientelare.
Questo risultato - continua - Zaolino è stato solo un primo passo. Bisogna continuare a fare chiarezza e individuare le responsabilità. Nessuno si illuda che arriveranno a breve soluzioni miracolistiche.
Il blocco del conto terzi farà esplodere le entrate dell'Asi e si accumuleranno ritardi sui progetti e nelle soluzioni previste.
Negli ultimi quattro anni l'Asi ha subito il fallimento di due partecipate (Cgs e Asidep) per oltre 35 milioni di euro.
Prima del fallimento Asidep, le difficoltà economiche hanno comportato uno scarso approvvigionamento di “Reagenti”, mettendo a rischio la normale attività di depurazione. Ci sono lavoratori pronti a testimoniare (se chiamati dalla Procura della Repubblica) che durante gli ultimi inverni sono “tracimate” acque poco depurate che hanno invaso i terreni circostanti.
Al sindaco di Nusco che avevamo consigliato di emettere all'inizio di agosto un decreto restrittico per bloccare il conto terzi, diamo un altro consiglio (non richiesto). Lui si trova nella scomoda posizione di essere nel consiglio di amministrazione dell'Asi (condividendone le scelte) e sindaco di Nusco con la responsabilità di tutelare la salute dei suoi cittadini.
Alla luce dei fatti emersi, dovrà decidere dove posizionarsi perché le due posizioni sono palesemente incompatibili".
