Tony Della Pia: "Basta proclami e annunci sulla Menarini bus a Flumeri"

E' in gioco la vita occupazionale di 400 lavoratrici e lavoratori e il futuro produttivo

tony della pia basta proclami e annunci sulla menarini bus a flumeri

"La regione Campania assuma un ruolo sostanziale con proposte e risorse, in definitiva contribuisca al rilancio economico, sociale e produttivo dell' Irpinia".

Flumeri.  

"La grave crisi che sta attraversando la Menarini bus di Flumeri non può essere mistificata con proclami ed annunci, sono in gioco la vita occupazionale di 400 lavoratrici e lavoratori ed il futuro produttivo già in parte compromesso della Provincia di Avellino. La ex Irisbus in decenni di transizioni ha subito più volte la trasformazione degli assetti societari e dei conseguenti piani e indirizzi produttivi.

Lo stato attuale è drammatico, tensione occupazionale, carenza di commesse, continui blocchi produttivi e costante ricorso alla cassa integrazione  sono degli indicatori che non lasciano intravedere un futuro roseo. A peggiorare la situazione contribuisce la evidente inaffidabilità della Seri Industrial che continua a non rispettare gli impegni assunti".

E' quanto scrive in una nota, Tony Della Pia, Partito della Rifondazione Comunista  Federazione Irpina dipartimento provinciale lavoro.

"Le promesse di qualche mese fa dell'amministratore delegato Civitillo che a Milano aveva presentato in pompa magna la nuova gamma degli autobus elettrici annunciando grandi progetti in rampa di lancio restano lettera morta. In questo contesto certamente non contribuiscono a migliorare la situazione le controversie giudiziarie tra il gruppo Seri Industrial detentore del 98% del pacchetto azionario e Invitalia.

Nei mesi scorsi si e' parlato di rilancio attraverso un presunto piano industriale a lungo termine, da realizzare con il coinvolgimento di partner strategici internazionali. Anche in questo caso non e' lecito conoscerne gli esiti. Recenti indiscrezioni giornalistiche narrano dell' interesse della BYD, colosso cinese tra i maggiori produttori mondiali dì veicoli elettrici e leader nella mobilità a zero emissioni. Si tratta di una multinazionale già presente in Europa con sede centrale nei Paesi Bassi e uno stabilimento in Ungheria ove dal 2017 produce autobus. A quanto pare la BYD e' intenzionata ad espandersi nel nostro continente con un secondo stabilimento. Spagna, Germania, Francia e Italia i Paesi ispezionati con l' obiettivo di produrre, tra l'altro, il suo primo camion elettrico da 1000 CV.

La presenza della  dirigente del gruppo Stella Li in Valle Ufita accompagnata dai rappresentanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha alimentato aspettative tra i lavoratori tanto provati da mesi di inattività e cassa integrazione. Noi a riguardo esprimiamo serie perplessità in merito alla reale fattibilità. Innanzitutto prendiamo atto del brusco ripensamento del Governo in relazione  al ruolo strategico dell' Italia nella produzione di autobus di ultima generazione,  nei fatti necessaria per rinnovare il parco macchine nazionale, vetusto, inquinante e soggetto a pesanti sanzioni europee.

L'eventuale ingresso di BYD comporterebbe una radicale riconversione della linea produttiva. Il secondo aspetto è relativo al "Made in Italy" tanto decantato al punto da essere inserito nella definizione del dicastero ma smentito dalla  nuova strategia che  annullerebbe qualsiasi buona intenzione poiché BYD imporrebbe nuove linee destinandole alla produzione di veicoli progettati in Cina e assemblati con elementi cinesi.  Temiamo inoltre, che la multinazionale asiatica possa provare ad instaurare un regime di monopolio nella produzione di autobus vista la consolidata catena produttiva di mezzi di nuova generazione in suo possesso.

L'esito sarebbe la definitiva capitolazione della filiera produttiva italiana. Sospettiamo altresì che gli stessi annunci siano finalizzati ad ottenere esclusivi vantaggi economici, viste le quotazioni in borsa del gruppo Seri. Le lavoratrici,i lavoratori e il Territorio hanno il diritto di sapere, per cui considerato il fallimento delle soluzioni fino a questo punto sperimentate e la indiscussa valenza strategica del comparto pensiamo che il Governo debba  avere la lungimiranza di rivalutare la gestione a maggioranza pubblica con un chiaro progetto produttivo, adeguate risorse e una gestione affidata a professionisti affidabili e competenti. Il mercato offre ampi margini.

Noi abbiamo obiettivi chiari, vogliamo che il futuro occupazionale dei lavoratori venga tutelato, rivendichiamo un piano industriale di lungo termine per garantire ripresa e sviluppo economico in Irpinia.

Il ministro competente convochi immediatamente i vertici di Menarinibus e verifichi  reali intenzioni e fattibilità del presunto progetto di rilancio industriale. E' improcrastinabile il coinvolgimento dei rappresentanti dei lavoratori i quali hanno il diritto dì conoscere piano d' investimenti, piattaforma produttiva, tempi di esecuzione e prospettive future.

La regione Campania assuma un ruolo sostanziale con proposte e risorse, in definitiva contribuisca al rilancio economico, sociale e produttivo dell' Irpinia".