Castagna del Partenio verso l'Igp: traguardo importante per l'Irpinia

Il percorso promosso dal distretto coinvolge 22 comuni in quattro province

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Con la nuova denominazione saliranno a cinque le Igp campane dedicate alla castagna. Il percorso promosso dal distretto coinvolge 22 comuni in quattro province...

Avellino.  

Un nuovo importante traguardo per la castanicoltura campana. È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea la domanda di registrazione dell’Indicazione Geografica Protetta “Castagna del Partenio”, passaggio decisivo nel percorso verso il riconoscimento europeo della denominazione.

La pubblicazione arriva al termine di un lungo iter che ha visto lavorare insieme il Consorzio Distretto della Castagna e del Marrone della Campania, il Comitato promotore, le istituzioni, le amministrazioni locali e gli operatori della filiera. Un percorso che aveva vissuto uno dei suoi passaggi fondamentali il 18 settembre 2025, con la pubblica audizione alla presenza del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste e della Regione Campania.

Con quattro Indicazioni Geografiche Protette già registrate – Castagna di Montella IGP, Marrone di Roccadaspide IGP, Marrone di Serino/Castagna di Serino IGP e Castagna di Roccamonfina IGP – la Campania detiene il primato europeo per numero di IGP dedicate alla castagna. Un primato destinato a rafforzarsi con il completamento dell’iter della Castagna del Partenio IGP.

Il risultato rappresenta un ulteriore passo nella strategia portata avanti dal Consorzio Distretto della Castagna e del Marrone della Campania, che fin dalla sua nascita ha individuato nella tutela delle produzioni e nella costruzione di una visione unitaria della castanicoltura regionale uno dei propri obiettivi prioritari.

La prospettiva è ambiziosa: arrivare a portare l’80% dei castagneti campani sotto l’egida dei marchi europei di qualità, rafforzando contemporaneamente la tutela delle produzioni, il valore riconosciuto ai produttori e la capacità dei territori castanicoli campani di presentarsi sui mercati attraverso un’identità forte e riconoscibile.

La storia della Castagna del Partenio IGP nasce in uno dei momenti più difficili degli ultimi anni.

Il primo incontro operativo si tenne infatti all’inizio dell’emergenza Covid, presso la sede del GAL Partenio. Una riunione con le mascherine alla quale parteciparono Luca Beatrice, Pasquale Giuditta, Patrizio Della Porta, Roberto Mazzei, Italo Sant’Angelo, Davide Della Porta, Valerio Abate, Maurizio Reveruzzi e, in collegamento, Biancardi.

Da quell’incontro prese forma un progetto che negli anni successivi è cresciuto attraverso un intenso lavoro tecnico e una capillare attività di sensibilizzazione nei territori, raccogliendo progressivamente l’adesione di produttori, amministrazioni e operatori. Un ruolo centrale nella costruzione tecnica del percorso è stato svolto da Italo Santangelo, già funzionario della Regione Campania, che ha accompagnato l’iter fin dalle sue prime fasi. Al suo fianco il Comitato promotore, presieduto da Gerardo Marano, il Consiglio di amministrazione e la struttura del Distretto e tutti coloro che, nel corso di quattro anni, hanno contribuito al raggiungimento di questo risultato. Uno degli elementi più significativi del percorso è stata la capacità di costruire un’identità comune tra territori appartenenti a province diverse, superando localismi e confini amministrativi.

L’area di produzione della Castagna del Partenio comprende infatti 22 Comuni distribuiti tra le province di Avellino, Benevento, Caserta e Napoli. Ne fanno parte Avella, Cervinara, Mercogliano, Monteforte Irpino, Mugnano del Cardinale, Ospedaletto d’Alpinolo, Pietrastornina, Quadrelle, Roccabascerana, Rotondi, Sant’Angelo a Scala, San Martino Valle Caudina, Sirignano, Sperone e Summonte, in provincia di Avellino; Arpaia, Arpaise, Forchia, Pannarano e Paolisi, in provincia di Benevento; Arienzo, in provincia di Caserta; Roccarainola, in provincia di Napoli.

Un territorio ampio ma accomunato da una tradizione castanicola secolare e da condizioni pedoclimatiche che contribuiscono a definire le caratteristiche distintive del prodotto.

La Castagna del Partenio si caratterizza, in particolare, per la facile distaccabilità dell’episperma, la tessitura porosa e l’elevato grado zuccherino della polpa, favorito anche dall’abbondante presenza di potassio nei terreni di origine vulcanica dell’area.

Una vocazione che affonda le proprie radici nella storia. La coltivazione e la selezione delle varietà locali sono infatti legate anche all’opera dei monaci benedettini dell’Abbazia di Montevergine, che già nel tardo Medioevo contribuirono allo sviluppo della castanicoltura nell’area.

La pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea non rappresenta soltanto il coronamento del lavoro svolto finora. Per il Distretto deve diventare il punto di partenza di una nuova fase di valorizzazione della castagna e dei territori nei quali viene prodotta. Tutela della denominazione, maggiore riconoscibilità sui mercati, valorizzazione economica del prodotto, promozione dei territori e rafforzamento della filiera sono gli obiettivi sui quali costruire il prossimo percorso. Una strategia che guarda oltre le singole denominazioni e punta a fare della straordinaria biodiversità castanicola campana un patrimonio unitario, capace di generare valore economico, presidiare le aree interne e raccontare attraverso le sue produzioni la storia, il paesaggio e la cultura della regione.

L’esperienza campana ha già varcato i confini nazionali. Nel settembre 2026, infatti, il dossier sulla castanicoltura regionale e il percorso della Castagna del Partenio sono stati presentati in Portogallo nell’ambito di Eurocastanea, come caso di studio italiano. Per il Consorzio Distretto della Castagna e del Marrone della Campania, dunque, il percorso verso l’IGP della Castagna del Partenio non rappresenta un punto di arrivo, ma un nuovo punto di partenza: un risultato costruito insieme dai territori e un’opportunità per rafforzare il futuro dell’intera castanicoltura campana.