Il diabete di tipo 2 a insorgenza precoce (prima dei 20 anni) costituisce oggi un problema maggiore di salute pubblica. Per lungo tempo considerata come una patologia quasi esclusiva dell’adulto, il diabete di tipo 2 compare nei bambini e negli adolescenti, con delle conseguenze cliniche spesso più severe e più precoci. In questo studio, pubblicato dalla rivista scientifica “New England Journal of Medicine”, Fang e collaboratori rapportano l’evoluzione recente della prevalenza del diabete di tipo 2 dei giovani negli Stati Uniti (USA) tra il 2013 e il 2024, a partire dai dati nazionali presenti nei fascicoli medicali elettronici.
L’obbiettivo principale dello studio era di aggiornare le tendenze della prevalenza del diabete di tipo 2 (DT2) nei giovani di meno di 20 anni su scala nazionale, andando oltre i limiti delle coorti precedenti, notoriamente lo studio “SEARCH”, che si basava su di un numero ristretto di centri.
Gli autori hanno analizzato i dati de “L’OptumLabs Data Warehouse (OLDW), una base che raggruppa informazioni socio-demografiche e della salute di più di 200 milioni di pazienti negli USA. La popolazione studiata comprendeva più di 18 milioni di giovani di età sotto i 20 anni, rappresentativi della popolazione generale americana. I casi di DT2 erano identificati con l’aiuto di un algoritmo validato derivato dallo studio “SEARCH”, applicato in modo omogeneo sull’insieme del periodo studiato. Risultati principali: tra il 2013 e il 2024 la prevalenza del diabete di tipo 2 nei giovani è aumentata in modo marcato, passando da 0,73 a 1,24 casi per mille giovani, cioè un aumento globale sostanziale in un decennio.
Questo aumento è osservato in tutti i gruppi di età, nei due sessi e nell’insieme dei gruppi etnici e sociali, confermando che si tratta di una tendenza generale e persistente. Comunque l’assunzione in incarico della malattia non è uniformemente ripartita. La prevalenza è sistematicamente più elevata negli adolescenti di 15 – 19 anni, nelle giovani donne, nei giovani non ispanici e afro-americani.
Queste ineguaglianze persistono lungo il periodo di studio, anche dopo la correzione per le evoluzioni demografiche della popolazione analizzata. Gli autori notano che le stime sono globalmente più elevate di quelle dello studio “SEARCH”, probabilmente in ragione delle differenze metodologiche (dati nazionali del mondo reale versus casi confermati in centri specializzati).
Interpretazione clinica: questo aumento rapido del diabete di tipo 2 (DT2) nei giovani si iscrive in un contesto di aumento parallelo dell’obesità pediatrica. Un bambino o un adolescente americano su cinque è in una situazione di obesità, con una prevalenza particolarmente elevata nella popolazione afro-americana e in quella ispanica. L’obesità rappresenta un determinante centrale della progressione del DT2 pediatrico, anche se altri fattori (sociali, ambientali, genetici) contribuiscono probabilmente a queste disparità.
Sul piano clinico il diabete di tipo 2 a debutto precoce è conosciuto per evolvere più rapidamente rispetto a quello dell’adulto, con un rischio accresciuto di complicazioni micro e macro- vascolari precoci e di morte prematura.
In pratica: questi dati ricordano che il DT2 non è più una patologia eccezionale nell’adolescente, sottolineando l’importanza di un’identificazione precoce dei fattori di rischio (sovrappeso, obesità, antecedenti familiari, appartenenza a popolazioni a rischio), con la conseguenza della necessità di mettere in atto una sorveglianza a 360 gradi del peso corporeo e delle abitudini di vita.
