Franco Di Dio è stato riconfermato alla guida della Fabi di Avellino. È questo il risultato principale del X Congresso Provinciale dell'organizzazione sindacale dei bancari, che ha rappresentato un momento di confronto sul futuro del settore del credito e sulle prospettive del sistema bancario in Irpinia.
Una riconferma che arriva nel segno della continuità, ma anche con l'ambizione di aprire una nuova fase.
"La riconferma - afferma Di Dio - rappresenta innanzitutto una grande responsabilità. Ringrazio i delegati per la fiducia. Non la considero un punto di arrivo, ma un nuovo punto di partenza. Continueremo a mettere al centro del nostro lavoro le persone, i lavoratori e la loro dignità".
Al centro dell'agenda sindacale ci sono innanzitutto i rinnovi dei contratti Collettivi Nazionali di Lavoro, sia nel comparto ABI sia in quello delle BCC.
La Fabi sottolinea la necessità di redistribuire ai lavoratori una parte della ricchezza prodotta dal sistema bancario, soprattutto in una fase caratterizzata da risultati economici molto significativi per gli istituti di credito.
"Non è più rinviabile – sostiene il segretario generale della Fabi di Avellino – una stagione di recupero salariale e di miglioramento delle condizioni di lavoro. Se le banche crescono e producono utili, devono crescere anche il riconoscimento e la qualità del lavoro di chi quei risultati contribuisce a realizzarli ogni giorno".
Ma la partita contrattuale non riguarda soltanto le retribuzioni. Sul tavolo ci sono anche benessere organizzativo, pressione commerciale, conciliazione dei tempi di vita e lavoro, formazione e nuove professionalità.
Un altro tema destinato a cambiare profondamente il volto del settore è quello della digitalizzazione e dell'intelligenza artificiale.
"La trasformazione digitale è già in atto - evidenzia Di Dio - e il sindacato deve governarla. Non possiamo limitarci a subirla. Dobbiamo garantire formazione, valorizzazione delle competenze e un vero ricambio generazionale. La banca del futuro sarà più digitale, ma dovrà continuare a essere
fatta di persone".
Particolare attenzione è stata riservata anche alla situazione della rete bancaria in Irpinia. La progressiva chiusura degli sportelli e la riduzione della presenza fisica delle banche rischiano di penalizzare soprattutto le aree interne e i piccoli comuni.
Per la Fabi, la difesa della presenza bancaria sul territorio non è soltanto una questione occupazionale, ma riguarda direttamente la tenuta economica e sociale della provincia.
"Una banca che si allontana dal territorio - dice Di Dio - lascia un vuoto che non è soltanto finanziario. Gli sportelli rappresentano un presidio per cittadini, famiglie, imprese e comunità. In una provincia come Avellino, fatta anche di piccoli comuni e aree interne, questo tema non può essere ignorato".
Nel corso del congresso è stato inoltre tracciato un bilancio dell'attività svolta dalla Fabi di Avellino, con particolare riferimento alla rappresentanza dei lavoratori, alle vertenze, alla contrattazione, alla crescita degli iscritti e alla formazione sindacale.
Un lavoro che, secondo Di Dio, dovrà proseguire con ancora maggiore determinazione.
"Il nostro compito è stare nei luoghi di lavoro, ascoltare i problemi e trovare soluzioni. Vogliamo continuare a costruire accordi dignitosi, con regole certe e condivise. E lo faremo con la massima attenzione alle persone, senza perdere mai di vista la dignità del lavoro".
La riconferma di Franco Di Dio consegna quindi alla Fabi di Avellino un nuovo mandato all'insegna della continuità, ma con una sfida precisa: rafforzare la rappresentanza dei bancari e mantenere il sindacato protagonista davanti alle trasformazioni che stanno attraversando il settore del credito.
"Il futuro non si aspetta - conclude Di Dio - si costruisce. E noi vogliamo costruirlo insieme ai lavoratori".
