Calo del 30 % per la produzione dei vini irpini, il punto più basso dal 2015. Ma il dato critico è un altro: l’Irpinia del vino continua a non valere nulla perché, nei fatti, non esiste. Eresia? Niente affatto. Stando all’ultima statistica Eri, il valore dei maggiori brand della nostra penisola si attesta complessivamente oltre gli 11 miliardi. In testa alla classifica ci sono Chianti, il prosecco Valdobbiadene, il Montepulciano d’Abruzzo, il Barbera, e il Soave che svettano oltre il miliardo, a seguire tutti gli altri. Nei primi 20 noi non ci siamo.
In soldoni, significa che pur annoverando fra le nostre produzioni eccellenze di importanza mondiale quali il taurasi, il fiano, il greco, di fatto non incidiamo nel mercato nazionale e riusciamo a creare un introito molto inferiore rispetto alle nostre potenzialità...
Andrea Fantucchio
