Un lungo corteo degli ex operai Isochimica ha accompagnato silenzioso il feretro di Antonio Graziano, nella chiesa di via Morelli e Silvati, dove si sono svolti, ieri mattina, i funerali. Graziano e Solomita sono gli ultimi due, in ordine di tempo, morti di amianto. Tantissime le persone presenti, centinaia si sono stretti al dolore della famiglia. Specialmente i suoi colleghi.
«Questa è la risposta ai tanti gufi che in questa città ci hanno detto di tutto - esplode Carlo Sessa - che ci hanno accusato di fare terrorismo, di volere solo la pensione e oggi questa è l'ennesima dimostrazione di come quella generazione sia tutt'ora rincorsa dalla morte. Faremo i conti anche con l'Ianil di Avellino che ci ha riconosciuto percentuali di invalidità vergognose - aggiunge Sessa - abbiamo già presentato una denuncia penale e vogliamo proseguire su questa strada».
Ognuno degli ex colleghi ha un ricordo di Graziano, un bravissimo meccanico. Si metteva sempre a disposizione dell'azienda - hanno detto - Qualcun altro lo ricorda come un gran ciclista, «faceva chilometri in sella alla sua bici e adesso nel giro di un anno la malattia lo ha distrutto».
