Rosato: «Siamo con Caldoro, ma ora aspettiamo i fatti»

Sulla diffida al Mef, il manager: Solo al Moscati mancano 12 primari, 22 medici e e 60 infermieri

Avellino.  

«Accreditamento definitivo, diffida al Mef per mancato sblocco del turn over e zero deficit. Bastano soltanto questi temi per ricordare che in cinque anni la Regione Campania è riuscita ad uscire dall'emergenza ed è tempo di ottenere quanto ci è necessario per andare avanti». Così il manager del Moscati Pino Rosato.

 

La scorsa settimana il Presidente della Regione Stefano Caldoro ha diffidato il Mef, per il mancato sblocco del turn over, atteso proprio per il 2015. "Un atto di coraggio quello del Governatore, ma ora servono i fatti - ha commentato Rosato -. Gli ospedali non riescono a garantire i livelli necessari di assistenza”. Conti alla mano gli 800 milioni di euro di debito della sanità campana sono rientrati. Entro marzo verra' completata l'approvazione degli atti aziendali, passaggio per l'adeguamento del piano programmatico dei servizi, ma manca il personale. «Ora, dopo cinque anni di contenimento e razionalizzazione della spesa, abbiamo il diritto di pretendere lo sblocco delle assunzioni, per consentire ai nosocomi campani di continuare a tenere aperti i reparti - commenta il consigliere regionale Sergio Nappi -.

 

Entro il mese di marzo saranno emessi i decreti di approvazione degli atti aziendali degli ospedali. Tale decreti consentiranno l’adeguamento sul piano programmatico dei servizi, mentre al momento abbiamo la certezza che, senza ulteriore personale, non si potrà dare corso a tutti gli adeguamenti previsti». E la situazione resta critica in tutti gli ospedali, come al Rummo di Benevento, dove è stato recentemente approvato il nuovo piano aziendale, ma non è possibile usare contemporaneamente le due sale operatorie per carenza di personale. Al Moscati di Avellino la situazione le cose no vanno certo meglio: "la carenza di personale è tale da impedire di coprire i turni di lavoro in quasi tutti i reparti - spiega Nappi -".

 

Appello all'unione quello del consigliere Nappi che chiama il Pd. “In questa fase tutte le forze politiche, Pd compreso, dovrebbero accantonare le ragioni di parte, per sostenere Caldoro chiedendo al Ministro Lorenzin e al Presidente Renzi di dare risposte immediate e positive alla richiesta di autorizzare lo sblocco del turn over”, chiude Nappi. Conti alla mano in Campania mancano oltre 200 primari e la maggior parte dei quelli in servizio sono precari. «Solo al Moscati ne mancato 12, senza contare gli altri 22 medici e 60 infermieri in meno - spiega Rosato -. Il governo deve cambiare strategia. La situazione non è più sostenibile. Il governo continuare ad imporre il blocco delle assunzioni nonostante gli sforzi compiuti per ripianare il debito della sanità. Da due anni siamo in pareggio.

 

Il deficit è rientrato dal 2013 e questo doveva essere l'anno dello sblocco delle assunzioni. Non hanno più senso regole ottuse che da anni danneggiano la nostra sanità». Dal canto suo Corrado Gabriele (Psi) avverte: "lo sblocco del turn over non può diventare elemento di divisione elettorale". Secondo il capogruppo regionale del PSI: "Il Piano di rientro ha creato condizioni difficili, a volte impossibili. La Campania ha bisogno di un Presidente che si sporchi le mani. Stefano Caldoro deve fare qualcosa davanti a questa situazione drammatica, anche sforare il patto di stabilità, come facemmo noi nella precedente esperienza di Governo regionale con Antonio Bassolino, che davanti alla negazione del diritto alla salute non esitò a prendersi la responsabilità pur di garantire il diritto alla salute".

 

di Simonetta Ieppariello