"Atti concreti per difendere il territorio dalle trivelle"

I comitati No Triv scrivolo alla presidente del consiglio regionale Rosa D'Amelio

Avellino.  

"Ora atti concreti per difendere l'Irpinia dalle trivelle". E' quanto chiedono i movimenti No Triv che nelle scorse ore hanno indirizzato una nota alla Presidente del Consiglio regionale Rosetta D'Amelio. Chiedono un'audizione urgente per poter incidere, in tempi utili, sulla formazione dei comitati referendari istituzionali. "Il comitato regionale per il sì al referendum- si legge nella missiva- la esorta a voler indicare in tempi brevi una data utile per una riunione/audizione in cui sia garantita la sua presenza e quella degli altri consiglieri regionali, che a vario titolo si considerano contro le perforazioni petrolifere in Campania, allo scopo di produrre un ragionamento serio sulla campagna referendaria ormai alle porte". "La Campania è stata una delle dieci regioni che ha deliberato in Consiglio la richiesta di referendum- prosegue la nota- e con questo atto ufficiale si è ritagliata una connotazione marcatamente No Triv. Chiediamo, quindi, che agli atti ufficiali seguano azioni concrete. Pertanto il comitato referendario esorta i partiti politici presenti in Consiglio regionale affinché il proprio elettorato di riferimento venga edotto sul referendum e si presenti alle urne il prossimo 17 aprile. Questa campagna referendaria è irta di insidie ma allo stesso modo costituisce il passaggio obbligato per costruire una reale alternativa all'energia derivante da fonte fossile a tutto beneficio delle rinnovabili pulite. A due mesi dal referendum il tempo diventa il primo nemico da sconfiggere. Si chiede che l'impegno istituzionale sia costante: sono i cittadini campani a chiedervi di impegnarvi nella buona riuscita di questa tornata referendaria".  Il documento, sottoscritto dai movimenti no triv irpini e del Vallo di Diano, ma anche da numerose associazioni come Arci, Legambiente, il Forum dei movimenti per l'acqua pubblica, Fiom e Cobas Campania, parla piuttosto chiaro. La Regione, dopo le dichiarazioni di intenti proferite lo scorso settembre, non può certo restare a guardare. Anche nelle more, a onor del vero, di tutti quei passaggi che non sono stati compiuti.

Redazione