Che il potere dell'incivile diritto a profanare la libertà altrui sia con voi. Che la forza dell'inguaribile vizio all'indifferenza sempre vi benedica. E che, la lotta, il sacrificio e il sogno di un vecchietto dai lunghi baffi bianchi, che sempre si trascineranno dietro il putrido odore di sangue, perdano senso. Lo perdano ora. Sia chiaro: è colpa vostra. E sia chiaro: non si tratta del Sì, o del No. Si tratta di partecipare. Partecipare per dire Sì, o per dire No. Il chè è diverso.
È avvilente il disimpegno dilagante, ed è ancora più avvilente vederlo nei giovani. Quelli che vogliono andare via. Stanchi di una terra che non li vuole, non li cura, non li vede. Credeteci. Vi piace crederci. Vi fa comodo.
Ma come fate? Decidete di non votare in nome di essere liberi di poterlo fare. Ma quanto può essere definita libertà il libero arbitrio di togliere a un altro la possibilità di esserlo?
Un Referendum è uno dei mezzi più belli - forse perché rimane anche l'unico- per sentirsi figli di una democrazia. Puoi dire Sì. Puoi dire No. Non mi importa, ma per favore, dillo. Dillo perché sono convinta che c'è ancora chi parla di Libertà. Chi ha fame di Libertà. Chi la cerca, la rincorre, la rispetta e - non la toglie agli altri. Se non voti togli forza anche al mio di voto. E il mio voto ha il diritto di essere forte, di esserci. Avete presente Gaber che cantava "La libertà è Partecipazione"? Ecco. Intendo quello. Con meno poesia e meno intonazione, ma è la stessa preghiera. Votate. Votate per voi, sapendo di farlo anche solo per dare un senso al voto degli altri. Non è vero che non fai la differenza. La fai ogni giorno. E la puoi fare domenica. Votate per essere liberi di scegliere il posto dove vivere, dove restare.
Redazione
