Avellino e le occasioni perdute: ci mancava la filovia

Un fallimento complessivo: niente di quello che doveva essere fatto è stato realizzato

Si portano avanti progetti inutili se non dannosi solo per un motivo: bisogna spendere i soldi

Avellino.  

di Luciano Trapanese

Avellino è la città delle occasioni perdute. Di quello che poteva essere e non è stato. E forse mai sarà. Ha avuto l'opportunità di “rinascere”, così come è accaduto a Salerno e in parte a Benevento. Ma è andata male, anzi anche peggio. E ora, sulle macerie di quel sogno infranto, si continua a sbagliare. Per inerzia, per mancanza di coraggio o vera iniziativa politica.

E così se a Salerno si apprestano a inaugurare la bellissima stazione marittima progettata da Zaha Haid (una delle più importanti archistar del pianeta, scomparsa di recente), sta per diventare operativa la cittadella giudiziaria di un altro grande dell'archittura moderna come David Chipperfield, e potrebbe presto essere inaugurata la contestata – ma a suo modo imponente – piazza Libertà (il Crescent), ad Avellino progetti che erano stati immaginati nello stesso periodo si sono invece tramutati in un fallimento totale.

Il sindaco Di Nunno aveva immaginato un percorso per Avellino. Poteva anche non piacere. Ma c'era un progetto, una strategia, un disegno urbanistico preciso.

In questo quadro, piazza Libertà avrebbe dovuto essere rifatta raccordandosi al Corso, nel rispetto della tradizione, ma anche con simboli di modernità (il progetto Zevi andava in questa direzione), il tunnel aveva un percorso diverso e il parcheggio sotto la piazza avrebbe liberato il centro dall'incubo sosta. Piazza Kennedy avrebbe dovuto essere un'anima verde nel centro della città e Parco Santo Spirito una sorta di piccola Hyde Park in salsa avellinese. In questo contesto (e con un piano che prevedeva anche il recupero delle periferie e una serie di raccordi stradali), avrebbe dovuto poi inserirsi la metropolitana leggera (o filovia), per contribuire a liberare il centro città dallo smog e dal traffico. Senza considerare quella che è poi rimasta solo un'idea: delocalizzare il tribunale e trasformare il palazzo di giustizia in un parcheggio multipiani per eliminare del tutto il problema della sosta.

Questo in estrema sintesi. Cos'è rimasto di quel piano? Nulla. Il tunnel è un buco senza senso. Piazza Libertà rifatta alla bell'e meglio (o bell'e peggio) e si raccorda per il suo enorme vuoto con un Corso altrettanto vuoto: una spianata bianca e spoglia, un incomprensibile deserto di pietre bianche. Piazza Kennedy non è diventata niente di quello che si immaginava, Parco Santo Sprito è di difficile se non impossibile gestione (con tutto quello che ne consegue), e la metropolitana leggera – in tutto questo – molto più che inutile. Quasi senza senso.

Proprio la metropolitana leggera rischia di diventare il nuovo pugno nello stomaco di una città già ferita. Non serve a niente. Non ha motivo di esistere. Eppure l'amministrazione ha deciso di farla. Motivo: altrimenti si perdono i finanziamenti. E così spendiamo e spendiamo, non per migliorare la vivibilità, ma perchè si deve fare. Anche se tutto questo comporterà solo disagi (a partire da quegli orrendi pali sui marciapiede) e niente, ma proprio niente per i cittadini.

Sono già volati via 24 milioni (tra opere di infrastrutture e parco mezzi). Un altro spreco. Un'altra occasione perduta.