«Chi dedica la vita agli altri viene ingiustamente punito». Così scrive una donna alla nostra redazione. In merito alla condanna di poche settimane fa nei confronti di Carlo Iannace, tantissime le donne che da subito si sono schierate dalla parte del senologo, chirurgo al Moscati di Avellino. Dopo la pagina Facebook #iostoconiannace, le sue pazienti sfogano la rabbia in una lettera.
Tra loro anche Franca. Questo il nome di fantasia che scegliamo di dare a colei che parla a nome delle sue tante pazienti, in una storia che addolora un’intera comunità. Franca, come le parole che ha speso per il dottore Iannace, colpito da una condanna che in molti, come lei, credono ingiusta. «Esistono medici, bravi medici, eccellenti medici, ma Carlo Iannace è molto di più. E’ un medico straordinario!».
Esordisce così nella lettera con la quale esprime vicinanza al “dottore delle donne”. «E’ un medico che dopo dodici ore di sala operatoria (e non per interventi estetici!), ha ancora energie e tempo per i numerosissimi pazienti (prevalentemente donne) che attendono di essere visitati o medicati e poi, ancora, di controllare le pazienti operate in giornata, assicurandosi che tutto proceda bene. Porta loro un sorriso, una parola di conforto. Solo dopo tutto questo, riesce a concedersi qualche ora di riposo e poi il mattino successivo prima delle 8:00 è di nuovo in ospedale a salutare, controllare, confortare e sostenere le sue pazienti». Con queste righe piene di stima, Franca difende Iannace, il medico in prima linea anche nella prevenzione del tumore al seno. Presta servizio durante le giornate di prevenzione organizzate dalle Amdos e Amos, come leggiamo anche nel continuo della lettera «Quello che fa con tanta abnegazione è encomiabile! Senza contare che l’unico giorno di riposo lo impegna nel volontariato a beneficio di centinaia, migliaia di donne».
Un pensiero, quello di Franca, comune a quanti hanno conosciuto il dottore e lo stimano per il suo operato «Stiamo parlando di un’eccellenza nel campo della chirurgia che tutta l’Italia ci invidia, di un livello altissimo di professionalità, eppure la cosa sorprendente, a cui non siamo abituati, è constatare la semplicità, l’umiltà e la dedizione che caratterizzano questo grande uomo. Avrebbe potuto accumulare, se solo avesse voluto, ricchezza e fama grazie al suo straordinario talento, invece ha scelto la sanità pubblica, ha voluto essere al servizio della gente comune».
Sabina Lancio
