Nuova incursione nel centro per l'autismo di Valle. Dei malviventi sono entrati nella struttura nella giornata di oggi. Oggetto del raid l'impianto elettrico e le centraline. Portati via anche il rame e i cavi. Oltre ai numerosi danni dei quali sono stati vittima i muri. Si stima un danno complessivo di oltre 50mila euro. Seconda incursione dopo quella del 26 agosto dello scorso anno quando furono portati via rubinetti, termosifoni e manichette antincendio.
Ad allertare le autorità competenti è stato un passante incuriosito dalla presenza di un mezzo pesante davanti alla struttura.
Ciò che fa rabbia, inevitabilmente, è l'assenza di un circuito di telecamere. Oltre al lapalissiano assunto secondo il quale, finché il centro non sarà attivo, come ogni scatola vuota della nostra città, finirà per attirare degrado e inciviltà. L'abbiamo ripetuto più e più volte su queste colonne, l'unico modo di combattere gli incivili è offrire l'alternativa. Ridare vita alla città ripopolando quelle cattedrali vuote da troppo tempo abbandonate.Qui c'è un'associazione, Irpinia Pianeta Autismo, che aspetta la conclusione del progetto che risale al 2002 e si è arenato inevitabilmente.
Senza spiegazione, come troppo spesso accade. Lì dentro ci sono genitori che rimboccandosi le maniche e spendendo in proprio, denaro e fatica, hanno messo su un'attività completamente autofinanziata che rappresenta una delle poche realtà capaci di affrontare un tema delicatissimo come il trattamento dei ragazzi affetti d'autismo. Ragazzi che, compiuti i diciotto anni, vengono poi abbandonati dalla sanità italiana. Divenendo dei veri e propri fantasmi. Ma i genitori per i propri figli, lo sappiamo, riescono a compiere il possibile e perfino l'impossibile. Senza il supporto di chi, però, dovrebbe offrire almeno il minimo che ci si aspetta da un Paese sviluppato: sorveglianza giornaliera e assicurarsi che il progetto del Centro sia finalmente terminato. Andare avanti è sempre più difficile.
Sconforto riassunto anche dalle dichiarazioni del portavoce dell'Aipa Michelangelo Varrecchia: “Abbiamo segnalato più volte i pericoli corsi dalla struttura ma, purtroppo, nessuno ci ascolta davvero”.
Chissà se ai veri colpevoli saranno fischiate le orecchie.
Andrea Fantucchio
