Casetta di vetro fra droga e sesso. Ecco un'altra beffa

Oltre dieci anni di buio per i giardinetti e la casetta di vetro. Ora la proposta assurda

E' partito il bando per il riutilizzo della struttura. Ma senza il rilancio dell'area che le gravita intorno. Oggi ostello di degrado e inciviltà. Tutto sarà inutile

Avellino.  

La casetta di vetro torna a far discutere di sé. Parliamo dell'edificio arrugginito e graffitato che svetta al centro dei giardinetti di Piazza Kennedy ad Avellino. Esempio lampante di come la sciatteria amministrativa dilaghi da tempo in città. Perpetrandosi di amministrazione in amministrazione.

Partiamo in primo luogo dal motivo che ci ha spinto a discutere nuovamente su queste colonne di uno degli edifici più controversi di Avellino. Risale all'inizio di quest'aprile la pubblicazione del bando “per la locazione dell’immobile con annesse pertinenze situato nel Parco Urbano di Piazza Kennedy da destinare all’attività di pubblico esercizio per la somministrazione di alimenti e bevande”.

Il sistema prescelto per l’individuazione del contraente è quello della“procedura aperta”utilizzando per l’individuazione della migliore offerta il criterio dell’offerta in aumento sul canone mensile di locazione a base d’asta determinato in Euro 1.500,00.

Insomma, si riprova a ridare un futuro alla struttura. Tornando al progetto iniziale. Allora la giunta Galasso voleva fare della casetta proprio un punto di ristoro con bar annesso. Ma le aste caddero nel vuoto, e l'edificio fu rinchiuso e abbandonato. Nessuno voleva prendersi in carico una struttura collocata in una zona degradata e abbandonata a sé stessa nonostante la presenza del verde. Purtroppo, nella città della memoria corta, l'esperienza non sembra aver insegnato molto.

L'edificio ha avuto fin dalla sua costruzione un destino travagliato. Durante la gestione Foti, si voleva farne un dislocamento dei vigili urbani, ma la proposta cadde nel vuoto. E furono montate solo alcune insegne. Nel mezzo la struttura ha vissuto a più riprese grazie ad iniziative slegate come quella Bella Estate che hanno mostrato, per qualche mese, cosa potesse rappresentare. Prima di ritornare ad essere anche bivacco per sfortunati. Come abbiamo avuto già modo di raccontarvi.

Ad oggi è la proiezione dell'aria che le gravita intorno. Uno spazio verde che, privo di controlli e fino a poco tempo fa di illuminazione adeguata, è centro di ritrovo per senza tetto avvezzi ad episodi di violenza sotto i fumi dell'alcol. E di coppie disinibite che praticano sesso all'aperto. Senza dimenticarsi di chi in quei giardinetti continua a bucarsi. O a portare la propria spazzatura. Come dimostrano i cespugli ridotti a discarica nella quale si accumulano rifiuti di ogni tipo: dai cartoni di birra a pezzi di mobilio. Con l'aggravante che poco più in là ci sono le giostre per bambini. Ormai non utilizzate da nessuno vista la connotazione degradante con la quale l'opinione pubblica ha bollato la zona.

"Si tratta di una struttura appetibile – afferma di rimando l’Assessore al patrimonio Elena Tordela – e ben inserita nell’area di Piazza Kennedy che, una volta trasferito il terminal dei bus e riaperta Piazza Libertà, diventerà un luogo ancora più piacevole dove passeggiare e socializzare”.

Peccato che questa socializzazione e queste passeggiate in quella zona di Avellino non le abbiano mai viste. Poiché l'aria ha subito, come detto, una vera e proprio ghettizzazione in negativo. Qui si proietta degrado e incuria. E gli Avellinesi questi giardinetti non li sentono propri. Per niente. Insomma c'è la cornice: spazi verdi e panchine. Ma non il contenuto ed il giusto controllo. E, seppur ci fosse qualcuno davvero disposto ad aprire un bar lì (diciamo un temerario), non sarà purtroppo quello a risollevare l'ambiente. Non sono i bar a mancare. Proprio in quella zona poi. Guardarsi attorno ed attraversare la strada, per credere. Basterebbe che gli amministratori si allontanassero da Palazzo di Città per guardarsi intorno. Nulla di più.

Andrea Fantucchio