Chiodi nei wurstel, Spiniello: abbandonati e poi uccisi

L'appello dell'animalista dopo le segnalazioni dei cani morti a Contrada Bagnoli

Avellino.  

«Si mettono chiodi nei wurstel con l'intento di uccidere, ma uccidere chi? Un povero essere indifeso che, dopo aver subito il grave danno dell’abbandono, non sa cosa fare per sopravvivere. Allucinante. Questo è un reato punibile dal nostro codice penale e questi sono individui estremamente pericolosi per la società. Quanti cani devono ancora morire per individuare chi compie questi atti tremendi?». Queste le parole di Sara Spiniello, presidentessa dell'organizzazione animalista, “In ricordo di Lacuna” .

Lo sfogo arriva dopo l'ennesima notizia che riguarda Contrada Bagnoli di Avellino: sono stati segnalati chiodi nascosti nei pezzetti di wurstel, dati in pasto a cani randagi.

In casi come questi, i cani muoiono per emorragie dopo qualche giorno fra atroci sofferenze. Non si tratta, però, di un caso isolato, infatti, solo un mese fa, ad Altavilla Irpinia, pane e altro cibo avvelenato con candeggina o schegge di vetro, hanno ucciso numerosi cani randagi. La segnalazione arriva dal gruppo Facebook ,“Non sei irpino se..”, che, con rabbia e delusione, denuncia l'avvenimento. Parole che confermano l'ipotesi che questo modo atroce di liberarsi di cani randagi è arrivato anche ad Avellino.

Il fenomeno, però, non si limita a colpire esclusivamente randagi. Come testimonia il dottor Andreottola, pochi giorni, fa presso l'Asl in cui svolge la propria professione, si è trovato di fronte al caso di un cane avvelenato. È stato accompagnato dal suo padrone, direttamente da Monteforte.

Ciò, inevitabilmente, fa dedurre che, nella nostra società, esistono persone che ,senza un valido motivo, si compiacciono a fare del male agli animali, fino ad arrivare ad ucciderli. Le proteste non tardano a farsi sentire, come quella della presidentessa Sara Spiniello che, con un appello, si rivolge al sindaco di Avellino e all'amministrazione, affinché vengano severamente puniti gli artefici di questo sconvolgente gesto.

«Si invita la popolazione a non voltarsi dall'altra parte e a segnalare, a chi di competenza, qualunque cosa possa essere determinante per risolvere, una volta per tutte, questo grave fatto», cosi continua l'appello della presidentessa.

I cittadini chiedono interventi e maggiori controlli, rivolgendosi al canile municipale di Atripalda, Aipa, che, fortunatamente, non ha ricevuto segnalazioni in merito ai chiodi. Inoltre, tra i vari commenti, emergono quelli di coloro che, nonostante non amino gli animali e siano stati feriti violentemente da cani randagi, si ribellano a tale avvenimento con la stessa decisione e fermezza di chi, invece, non potrebbe vivere senza i loro piccoli cuccioli.

Carolina Urciuoli