Moscati, un'altra vittima. Addio al bar Cortina

Triste epilogo. Chiuso dopo oltre cinquant'anni

Ancora una vittima eccellente di una zona da tempo abbandonata. Ecco come è accaduto.

Avellino.  

Chiude il bar Cortina (la data prevista è il 31 maggio, spiega nel video a fine articolo il gestore Gaetano Gioia). Ad Avellino lo conoscevano tutti. Oltre cinquant'anni di attività cancellati da quel buco nero che, in Viale Italia, da tempo assorbe tutto quello che gli gravita intorno. L'ospedale Moscati, una delle grandi scatole vuote di Avellino. Dopo il Mercatone, forse la più rappresentativa.

Vittima di quella che voleva essere una rivoluzione. Rimasta incompiuta. Agli anni '90 risale il progetto della Città Ospedaliera. Poi ultimato nel 2010. L'inizio della fine per Viale Italia e non solo. Pur avendo regalato alla città una struttura che rappresenta un'eccellenza campana, non si è pensato a un piano di riutilizzo per i quattro edifici che componevano l'Ospedale San Giuseppe Moscati: Il Capone in via Ferriera, il Maffucci in Contrada Pennini, il San Giacomo a Monteforte e poi proprio il Moscati di Viale Italia.

Quattro casi divenuti emblematici. Strutture senza sorveglianza. Ostello di degrado e vandalismo. Spesso ritrovo e bivacco per senzatetto. Senza dimenticare l'influenza che questi edifici, col proprio abbandono, hanno sulle aree intorno.

Basta guardare Viale Italia per capire di cosa parliamo.

L'ex ingresso alberato della città è morto. Un tempo reso maestoso dai platani. Animato dal chiacchiericcio dei bar e dal brulicare di persone che si distribuivano fra il comando provinciale dei Carabinieri, la caserma Berardi e la clinica Malzoni. Un distretto cittadino che finiva per attirare un considerevole numero di gente con il relativo indotto per le attività commerciali. Oggi quest'area è al suo canto del cigno.

Un po' come il centro storico. Da via Nappi a via Cirmumvallazione, passando per lo stretto, il cuore pulsante della città è stato stritolato dai cantieri e da un piano di viabilità inadeguato a gestire l'emergenza. A Viale Italia, il cancro è rappresentato da un altro tipo di abbandono. Quello subito proprio dal Moscati. Affiancato dal disarmo della caserma Berardi. Una caporetto simbolicamente riassunta dall'abbattimento dei vecchi platani che cedono il passo ad un futuro indefinito. Così come ha più riprese si è parlato di riutilizzare proprio il Moscati.

Si voleva farne una cittadella giudiziaria, durante il riordino delle strutture di settore. Progetto poi naufragato. Così come l'idea del comune di Avellino che voleva acquistarlo dalla Regione che ne è proprietaria. Altra idea mai decollata. Poi ci sono i cittadini, esasperati dallo stato di abbandono della zona. Oggi hanno dato il via a una petizione per chiedere di riattivare parzialmente l'edificio, dislocando alcuni ambulatori e uffici Asl per i quali la regione spende fitti considerevoli.

La certezza è che, qualunque sia la strada scelta, se si sceglierà la riqualificazione, serviranno spese considerevoli. Ma ben più costoso è questo stato di paralisi che da sei anni attanaglia la zona. L'ultimo saluto del bar Cortina ce l'ha ricordato ancora una volta.

Andrea Fantucchio