Dramma lavoro: altre 15 famiglie a rischio in Irpinia

La preoccupazione di Antonio De Lillo Segretario Territoriale Uila Avellino-Benevento

dramma lavoro altre 15 famiglie a rischio in irpinia

Il prossimo 7 giugno, incontro in Regione a Napoli

Nusco.  

"Altre 15 famiglie a rischio presso l’Azienda SAM (Salumificio Meridionale) di Nusco. Infatti con l’avvio delle procedure della 223/91 per licenziamento collettivo per 15 unità lavorative a firma dell’Amministratore Vitaliano Spiezia , si apre un’altra ferita per il nostro territorio." Il grido di allarme arriva da Antonio De Lillo (nella foto) Segretario Territoriale Uila Avellino -Benevento.

"Si tratta di un Azienda  nata nel post-terremoto  con fondi pubblici,  che si affiancava ad altri stabilimenti dei proprietà degli Spiezia presenti sul territorio Nazionale, uno a San Vitaliano (NA) ed un altro a Reggio Emilia.

Essa nel corso degli anni e con la partecipazione attiva dei suoi dipendenti , è arrivata ad occupare, tra stagionali e cooperative  fino a 90 unità lavorative, poi con l’avvento della crisi che ha investito anche questo settore, sono iniziate le criticità.

Infatti  già  nel   2013, si è consumata una prima procedura con una fuoriuscita in mobilità volontaria di 8 unità; 2014 e 2015 e fino a qualche mese fa  si è proceduti  con cige cigs e con grande senso di responsabilità, le OOSS  Fai, Flai e Uila, in corso di applicazione di ammortizzatori sociali avevano  sospeso la contrattazione di 2° livello, quindi sospeso il  premio di produttività .

Ebbene in termini di buona fede, qualcosa inizia a scricchiolare, si scopre che in questi due anni con ammortizzatori sociali in corso, l’azienda ha provveduto ad  elargire il premio di produttività ai soli colletti bianchi. Tradotto: in periodo di crisi nella stessa Azienda, chi si impoverisce e chi si arricchisce.

Al primo incontro avuto in azienda per l’esame congiunto, vi è stata chiusura totale circa le proposte di Fai-Flai-Uila per il ricorso ad ammortizzatori sociali conservativi, chiusura confermata anche ad  un primo incontro in regione tenutosi il 26 maggio 2016.

Anche qua nasce qualche riserva, se l’obiettivo è quello di superare questo periodo di crisi in attesa che il mercato riparta e quindi non tagliare il cordone ombelicale col lavoratore, perché non si può applicare un ammortizzatore sociale conservativo  quale è il contratto di solidarietà? Gli obiettivi saranno altri? Licenziando 15 persone, si può lavorare con una residua capacità lavorativa di 37 unità?

Queste sono le ragioni dei nostri dubbi, che ci auguriamo  si scioglieranno il 7 giugno in un nuovo incontro in Regione, dove chiediamo e auspichiamo che ci sia  la presenza dell’amministratore delegato." Fin qui la nota di Antonio De Lillo.

Redazione