Metropoli diffusa, glocal e rete: così nasce il futuro

Oggi il convegno all'hotel De la Ville promosso dal gruppo Ottomedia e la Fondazione Lumina

Dall'Area Vasta alla Metropoli Diffusa. Imprenditori ed istituzioni a confronto su innovazione e sostegno alla competitività. Ma anche su ambiente, patrimonio culturale e trasporti

Avellino.  

Soluzioni e vere possibilità di sviluppo. Quasi un tavolo tecnico per progettare il futuro di tre territori. E’ stato il senso del convegno organizzato dal gruppo OttoMedia e dalla fondazione Lumina “Avellino, dall'area vasta alla metropoli diffusa”, che si è tenuto questa mattina all’hotel De la Ville. Un confronto aperto per produrre visioni urbane utili per costruire il proprio futuro, per stimolare il presente ad avere più coraggio nel creare una metropoli diffusa tra le tre province di Avellino, Benevento e Salerno, che sia innovativa e vivibile per l’avvenire.
Siamo alle soglie di una fase nuova e fondamentale per la crescita urbana, sociale, imprenditoriale e territoriale dei prossimi decenni. Si tratta di un momento storico che chiede audacia, visioni e idee innovative capaci di costruire identità urbana inedita, senza smarrire il proprio passato. «Muta la morfologia dei territori e delle città. Da qui la necessità di andare oltre i localismi, in una prospettiva globale che riconosce le identità, le differenze che sono la ricchezza dei territori». Ha detto la Presidente della Fondazione Lumina, Lucia Vigorito.

L'area vasta irpina potrebbe essere solo un primo passo verso la metropoli diffusa che è e resta l'obiettivo finale. Un'area unica di sviluppo che comprenda Salerno, Avellino e Benevento, unite tra loro da infrastrutture reali (collegamenti) e virtuali (banda larga). Questo il senso del tavolo promosso dal gruppo OttoMedia e dalla Fondazione Lumina, dedicato al tema della riorganizzazione degli spazi amministrativi: idee e proposte per la necessaria trasformazione di un piccolo territorio che può fare delle proprie specificità la propria forza, grazie a una lettura e a una programmazione ampia, armonica e condivisa con altre province. 

Da Domenico Gambacorta a Raffaello De Stefano, da Mario Bianchino a Ugo Tomasone e Andrea Giorgio i punti di vista di molti degli attori coinvolti nel processo. Un processo che sia fortemente identitario e al contempo pronto per le nuove sfide di un futuro da scegliere, con la consapevolezza forte del proprio passato. La fondazione Lumina con il gruppo Ottomedia ha aperto così il tavolo permanente che attraversa Avellino, Benevento e Salerno perchè la Campania guardi al futuro in senso autentico.

Al tavolo dei lavori, moderato dal direttore di Ottochannel, Pierluigi Melillo, e aperto dai saluti del direttore di Ottopagine, Luciano Trapanese, si sono susseguiti gli interventi del presidente della fondazione Lumina, Lucia, e del presidente di Ottomedia, Oreste Vigorito, del sindaco di Montoro, Mario Bianchino, del Presidente della Provincia di Avellino, Domenico Gambacorta e del Presidente dell’Alto Calore, Raffaello De Stefano. A fare le veci del Sindaco di Avellino, ancora degente, l’Assessore all’Urbanistica del Comune Capoluogo, Ugo Tomasone, mentre per Confindustria a prendere la parola è stato Andrea Giorgio.

IL BUON GOVERNO DELLE CITTA’.

«Molti fenomeni stanno cambiando il volto delle città. Uno di questi è il paesaggio urbano, che va inglobando la natura in un rapporto funzionale, sinergico tra città e campagna, civiltà e natura - ha spiegato la dottoressa Lucia Vigorito -». Pensare ad un dispiegarsi di nuove morfologie e di nuove dinamiche strutturali all’interno dello spazio di quella che potrebbe essere una metropoli diffusa può essere lo strumento operativo giusto. La città contemporanea, piccola o grande che sia, infatti si modella su regole flessibili, ma instabili. Insomma, il rischio è che, qualora non si individuino giuste idee progettuali, si sviluppi una città sparsa un pò ovunque. «Nel 1337-1340 Ambrogio Lorenzetti disegnò sul Palazzo Pubblico di Siena le allegorie, gli effetti del buono e del cattivo governo. Ecco quello a cui tanti secoli fa faceva riferimento quell’affresco è l’importanza, la necessità di un’etica del governare, fatta progetti e concordia. Un messaggio straordinariamente attuale e su cui riflettere perchè senza etica non può esistere un buon governo».

TUTTO PARTE DALLA VISIONE.

Nel suo intervento il presidente di Ottomedia, Oreste Vigorito, ha parlato di un territorio nella grande dimensione del futuro. «Uno dei problemi cruciali - ha spiegato il presidente Vigorito - è che in pochi si domandano che cosa sia il futuro. Bene, il presupposto di partenza è che il futuro dei giovani ma, troppo spesso, a costruirlo sono persone che giovani non lo sono più. Ho avuto modo di conoscere e innamorarmi di queste cosiddette aree interne. La vera forza di queste terre: il poter vivere di silenzi, odore di camini, della ricchezza di non smarrire la proprio identità sentendo il rumore dei propri passi, senza smarrirsi nel caos di una grande metropoli. Luoghi fatti di un tempo più lento e di confronto umano. E’ qui che si scrive il domani: nella capacità di stare tra la gente per costruire il nostro futuro».

IL FUTURO E L’AVVENIRE.

Avvenire che, come ricordato da Andrea Giorgio, si muove verso velocità, dinamiche e dimensioni ben differenti da quelle cui siamo attualmente abituati. «L’85 per cento del Pil mondiale è destinato ad essere prodotto in 100 Urban Area». Stiamo parlando conurbazioni territoriali che rappresentano le scale di riferimento del mondo di domani. «Si tratta di sistemi adeguati che riescono davvero a creare un mercato, un’offerta che ha un suo spazio interno». Messa in relazione a queste aree, l’Irpinia corrisponde, in proporzione, ad un quartiere se non addirittura ad un condominio di una Urban Area. «Questo condominio può lavorare valorizzando la sua specificità che è salubrità del proprio ambiente e la qualità della propria ospitalità». Un tema che chiama direttamente in causa quella che il Presidente delle Piccole Imprese Irpine definisce una «radicalizzazione dell’identità di un territorio», che può trarre il massimo vantaggio dalla sua partecipazione ad un processo come quello della costituzione di un’Area Vasta Diffusa non già nella «diluzione ma bensì in uno spirito di sana concorrenza. Pensare globale ed agire locale, è questa la chiave di sopravvivenza nei grandi spazi». I singoli territori devono conservare con forza i rispettivi tratti distintivi, evitando ogni possibile tipo di omologazione, insomma. Fari puntanti, dunque, sul “glocal” ovvero il locale che si confronta con il globale, grazie anche alla rete.

Grandi spazi che impongono necessariamente di ripensare in profondità gli strumenti urbanistici e la loro relativa attuazione, in modo da adeguarli alle sfide del domani. 

DALL’AREA VASTA ALL’AREA OMOGENEA. 

Sfide che l’amministrazione del comune capoluogo sta provando a fronteggiare attraverso il progetto di area vasta presentato per grandi linee dall’assessore Ugo Tomasone. «Più che di Area Vasta, immagino che in futuro parleremo, sempre di più, di Area Omogenea, inserita nella più ampia cornice di metropoli diffusa, a sua volta costituita di tre diverse aree omogenee: Avellino, appunto, Benevento e Salerno». Prospettive che sta certo nelle mani della politica recuperare e ridefinire, magari grazie ad una vera presa di coscienza dei giornalisti perché l’attenzione sia alta, la consapevolezza sia vera delle scelte che si andranno a fare. Come quello che stanno provando a fare i Comuni coinvolti nel progetto di Area Vasta Ufita-Calore, ricordato dal Presidente della Provincia e sindaco di Ariano Domenico Gambacorta, che ha concordato con quanto spiegato dal Presidente Vigorito perchè “le amministrazioni non si limitino ad accaparrarsi fondi tendendo le mani, senza avere visioni di insieme che guardino alle verità e necessità della vita delle comunità. Visioni che possono e devono maturare solo in un contesto di sano e maturo dibattito e confronto tra tutti gli attori coinvolti in processi trasformativi tanto delicati, importanti e complessi».

Simonetta Ieppariello