Tre nomi per il congresso e altri che spuntano ad agitare il partito dei dem di Avellino. Il congresso diventa caso, per la mancata intesa sul nome unico, che scuote le fila del partito di via Tagliamento. E proprio a Via Tagliamento arriva il segretario Piero De Luca che ,dicono i beninformati, sia ormai stufo del caso Avellino. Secondo il segretario regionale dem si fa come a Napoli: il congresso del Pd deve essere unitario e occorre trovare una sintesi. Lì la mediazione ha funzionato: Nora di Nocera ha ritirato quasi subito la candidatura, lasciando in campo il solo Francesco Dinacci, candidato unico alla segreteria del Pd di Napoli e provincia per le elezioni di circolo del 7 e 8 febbraio.
Il caso Avellino
Ad Avellino De Luca ha indicato lo stesso percorso: ogni corrente, in proporzione più o meno alle tessere, avrebbe trovato spazio nell’assemblea provinciale. Dopo l'indicazione del candidato alla segreteria, Marco Santo Alaia è spuntata, però, la candidatura di Pellegrino Palmieri e l’intesa è saltata.
L'equilibrio che vacilla
L’equilibrio tra le correnti si è rotto, e il congresso, che avrebbe dovuto svolgersi entro il 31 gennaio, è stato rinviato a dopo il 20 febbraio. Entro la fine di febbraio si terranno le assemblee di circolo per l’elezione dei delegati dell’assemblea che eleggerà il segretario. Poi è arrivata anche la candidatura di Vittorio Ciarcia. Terzo nome e terzo scossone all'interno del Pd con sullo sfondo quelli del presidente uscente del PD, Gerardo Capodilupo e Francesco Todisco.
Stamane vertice
Questa mattina, nella sede del Pd, si ritroveranno Piero De Luca e tutti i rappresentanti delle correnti dem irpine: da Maurizio Petracca a Enzo De Luca, da Rosetta D’Amelio fino agli esponenti dell’area Schlein e ai giovani di Gerardo Capodilupo.
