Anoressia, essere magre a tutti i costi. Disperatamente

Adolescenti bersagliate dai media e genitori impotenti. Sembra una moda: stare sempre a dieta

Avellino.  

Sara, 19 anni, grandi occhi verdi, capelli nero corvino, studentessa modello, circondata da persone che le vogliono bene. Insomma, una vita apparentemente perfetta ma una cosa è certa: non è tutto oro ciò che luccica.

Di oro nella vita di Sara ce n'era ben poco. Da sempre appassionata di moda, paragonava il suo fisico a quello delle modelle in copertina. Il semplice paragone, a poco a poco, è divenuto un'ossessione che la stava portando alla morte. Il suo nome era “anoressia”.

Questa malattia la spinse a vergognarsi del suo corpo e di sé stessa fino al punto da distaccarsi completamente dal mondo esterno. Difatti, cominciò ad allontanare il cibo tanto da averne paura ma i chili e le taglie perse non erano mai abbastanza. Partì dalla 44 per poi arrivare ad una 34 e questo cambiamento preoccupò tutti, tranne lei. Come Sara anche molte altre ragazze soffrono di questa patologia: 2 mila in Italia, solo alcune di loro trovano la forza di curarsi.

Dal greco “anorexia” ovvero “senza appetito”, l'anoressia colpisce per lo più le adolescenti in quanto possono essere trascinate facilmente in un vortice senza via di fuga. Questa è una malattia a doppia faccia, perchè si manifesta sul corpo ma affonda le proprie radici nella mente; un legame con questa doppia faccia è la dismorfofobia, ovvero una visione distorta del proprio aspetto. Gran parte delle anoressiche ne soffre: continuano a vedersi in sovrappeso nonostante il loro corpo stia cambiando notevolmente,fino a ridursi pelle e ossa.

Da un nostro punto di vista, bisogna lottare contro l'anoressia offrendo supporti morali e psicologici a chi ne soffre, soprattutto da parte dei familiari.

Secondo la nostra percezione, una volta entrati nel tunnel dell'inappetenza occorre mettere da parte l'orgoglio bussando alla porta del coraggio. «Il disturbo alimentare è la risposta compensatoria al disagio psichico - afferma il dietologo, nutrizionista, primario di Diabetologia all'Ospedale San Giuseppe Moscati, Amodio Botta -». La bassa autostima causata dal mito della bellezza, imperante ai nostri tempi, resta una delle cause principali dei disturbi alimentari, come spiega l'esperto. «Dunque, un sistema inconscio che comporta il perfezionismo, il narcisismo e avere come obiettivo un clichè irragiungibile. L'eccessivo egocentrismo ha dato vita ad una cultura dell'apparire che va a sovrastare la cultura dell'essere – spiega Botta -».

E i numeri parlano chiaro. Il quadro complessivo restituito dalle statistiche restituisce una fotografia impietosa. In passato, si stimavano minor casi rispetto al giorno d'oggi difatti il 45% delle persone soffre di disturbi alimentari. Inoltre il dottore informa che questi disturbi si dividono in tre categorie: 1) anoressia nervosa, 2)bulimia nervosa 3)BED. La prima colpisce 8 persone su 100 fra i 16 e i 22 anni. Essa consiste nella restrizione alimentare, nel vomito e nell'eccessivo consumo di calorie. «Se in un primo momento riguardava solo gli adolescenti, ora si è dilagata anche nel mondo adulto – continua Botta -.

La seconda, colpisce il 20 per cento dei ragazzi tra i 15 e i 22 anni e letteralmente significa “mangiare come un bue”. Essa consiste nell'abbuffarsi almeno 3 volte a settimana, ad esempio, senza mai fermarsi e per poi causarsi il vomito. Possiamo conoscere una miriade di casi diversi. Modi e tempi diversi con un unico obiettivo: abbuffarsi per poi liberarsi, a volte anche utlizzando lassativi piuttosto che facendo sport fino a stremarsi. Tutto animati da quello spasmodico senso di colpa». Infine, secondo Botta, la terza tipologia di disturbo alimentare consiste in un'alimentazione incontrollata ed è il più diffuso tra i disturbi alimentari. Forse, anche quello meno percettibile. Meno conosciuto.

«Tutte queste patologie hanno una causa in comune: l'influenza dei mass media che comporta lo stare sempre a dieta, ovvero il cosiddetto dieting (comportamento che modifica il metabolismo ed il nostro modo di consumare calorie) – spiega con malcelato dispiacere il dottore -.

L'origine di questi problemi è spesso la bassa autostima causata dallo sviluppo non adeguato dell'io».

Per concludere, il nutrizionista nella speciale intervista rilasciata al microfoni di Ottochannel ci elenca svariati consigli affinchè si prevenga il disturbo di queste patologie. Lo fa con un pizzico di tenerezza pensando alle tante ragazze alle prese con l'ossessione dell'immagine. Che sia magra. Disperatamente.

«Quello che serve è sempre una diagnosi precoce – racconta -. Ma diventa importantissimo, necessario il supporto autentico di amici e parenti. Colgo l'occasione per ricordare quanto sia sbagliato e faccia male il consumo di pasti fast food piuttosto che di carne in quantità eccessiva. Il modello americano resta il peggiore per qualità e modalità. Infatti a New York hanno limitato l'apertura di catene di fast food che producono cibi contenenti acidi grassi trans. Resta necessario per alimentarsi bene consumare tre pasti al giorno, secondo le cosiddette regole familiari, limitando e scegliendo bene cosa mangiare. Di questo passo le generazioni future non daranno un contributo positivo alla società. Servono modelli e obiettivi sani, partendo proprio dal modo corretto di alimentarsi, nutrirsi, stare bene».

 

Laura De Angelo,

Alessia Dello Iacono,

Mariagrazia Mancuso,

Lucia Sepe