L'Irpinia e in modo particolare la terra del cratere, non dimentica la grande onda di solidarietà di un'intera nazione, durante quei giorni drammatici del disastroso sisma del 23 novembre 1980.
Un popolo che conosce bene cosa significa un'emergenza e una sciagura. Da qui la solidarietà verso i cittadini di Niscemi e l'amministrazione comunale.
"Da giorni stiamo partecipando alle drammatiche condizioni in cui vi siete ritrovati - scrive Giovanni Marino da Nusco, "La casa di Giuseppe Casciaro Officina Culturale" - a causa della frana che sta rovinando una parte del territorio del vostro paese, lasciando migliaia di persone senza la propria abitazione.
Vi esprimiamo la nostra vicinanza e solidarietà, avendo conservata memoria storica del dramma vissuto da migliaia di nostri concittadini che - dopo il terremoto del 23 novembre 1980 - piansero i propri cari e videro distrutte in pochi secondi le proprie case costruite con enormi sacrifici, frutto spesso di anni di emigrazione.
Ricevemmo aiuto allora dall’Italia del cuore e dell’obbligo. Quella lezione la portiamo nel cuore e ci impegna da anni come testimoni di solidarietà - con gesti concreti e simbolici - nei confronti di chi subisce danni dalla natura e dal comportamento umano (disastri naturali, guerre e fame nel mondo).
In un momento così drammatico, vi auguriamo di uscirne quanto prima possibile e soprattutto vi auguriamo di ritrovare come comunità una “vera solidarietà lungimirante”.
Auguriamo infine alla vostra amministrazione, gravata dal peso della maggiore responsabilità, di trovare le soluzioni più dignitose per quanti sono rimasti fuori dalla loro casa e di ripensare in modo illuminato il rapporto uomo-natura-territorio".
