Niente museo e con il leone al centro. La nostra piazza è così

I lettori commentano il precedente articolo. E lanciano un'idea per far ripartire l'area

Pasquale Matarazzo: "Se si riduce a museo farà la fine di tante scatole vuote di Avellino. Deve essere fruibile tutto l'anno"

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio

“Se Piazza Castello si riduce a museo farà la fine di tante scatole vuote di Avellino. Se, invece, la si rende visibile già verso la torre del duomo e quella dell'orologio, dal pianoro, allora il discorso cambia. Inoltre, c'è l'impianto del balium militum, ovvero la chiesa del castello. Il leone lì rinvenuto e che oggi è al carcere borbonico, era l'accesso a una tomba romana”. Pasquale Matarazzo, tecnico ambientale e profondo conoscitore della storia cittadina, riassume il pensiero di tanti lettori che ieri hanno commentato l'articolo di Ottopagine. Nel quale evidenziavamo le irregolarità che graverebbero sui lavori di piazza Castello: interventi pagati e non fatti, costi eccessivi per le indagini archeologiche. (Leggi l'inchiesta)

Loro, i lettori, si sono certo indignati per quanto sta accadendo, ma soprattutto hanno discusso di come non far morire un'area nevralgica per la città. Salvandola, possibilmente prima che muoiano gli ultimi negozi sopravvissuti in zona.

Un interessante dibattito virtuale, che ha coinvolto anche la moglie del sindaco di Avellino Paolo Foti, Liliana Urciuoli. Un esempio di cittadinanza attiva che speriamo, perché no, di poter convertire anche in un tavolo alla quale potrebbero partecipare dei tecnici e gli esperti di settore.

Intanto, vi illustriamo cosa è venuto fuori.

L'idea è quella di non fare di Piazza Castello un semplice museo, che rischierebbe di seguire il destino di tanti edifici abbandonati. Ma una location di riferimento dove alternare eventi, incontri culturali, come accade al Carcere Borbonico, sfruttando la posizione di spicco del sito, incastonato fra il teatro, la Casina del Principe, il conservatorio Cimarosa. Un vero distretto della cultura che permetterebbe anche al commercio della zona di risollevarsi.

“In quell'area – spiega Pasquale - c'è il parco alla base tra il conservatorio e il maniero. Insieme alla piazza e alle cisterne sotto la scala in acciaio che io salverei in quanto preserva i reperti ed è bullonata. Non è un falso storico e, se completata, sarà davvero un bel vedere, ne ho viste di simili ad Assisi in corten e acciaio. Sta agli amministratori decretare la vita o la morte di un luogo. Spero termino i lavori di bonifica della piazza, si tratta di un'altra scommessa. Lì alberi non ce ne saranno perché c'è un telo a tutela delle acque geologiche e potrà rappresentare la vera piazza della città. Bisogna posizionare leone in pietra al centro di Piazza Castello, dove è stato trovato. Caratterizzerà la zona. Penso a Cascia, dove un'opera simile è stata messa nella piazzetta dell'antica chiesa ed è addirittura una fontana. Speriamo che la scala non venga abbattuta, conoscendo Avellino e certa intellighenzia, so che sarebbero capaci".

Un progetto, questo, perfettamente in linea con l'altra idea che Pasquale propose per la dogana (Leggi, "Dogana, se ne parlano anche i Soprano": un intervento di buon senso per far immediatamente rivivere il centro storico. Chissà se, a qualcuno al comune di Avellino, saranno fischiate le orecchie.