Teatro Gesualdo, è profondo rosso sui conti. Finanza in Comune

Una relazione boccia senz'appello le gestioni contabili del passato. Inoltre mancano dei documenti

Secondo il documento in questione l'intera gestione contabile del teatro sarebbe illegittima.

Avellino.  

Ieri mattina la finanza si è recata al comune di Avellino per altri controlli che sarebbero legati alla necessità di acquisire altro materiale sulla gestione del teatro Gesualdo. E' intanto arrivata la relazione di oltre quattrocento pagine che il professore Pino Terraciano ha stilato sulla gestione del Massimo negli ultimi anni. Relazione trasmessa alla Procura.

Secondo il documento in questione l'intera gestione contabile del teatro sarebbe illegittima. All'interno del resoconto stilato da Terraciano si evidenziano anche dei “responsabili”: a partire dal direttore pro tempore 2013/2015 del teatro.

Terraciano bolla la gestione passata al vaglio come “Una macchina amministrativa in grado di dare vita a guasti gestionali e flussi di cassa non controllabili”.

Per quanto riguarda le cifre relative al solo 2015 il comune dovrà ripianare 550mila euro a cui poi andranno aggiunti altri 108mila euro. Infine ci sarebbero fornitori da pagare per una cifra che ammonta complessivamente a 438mila euro.

Da quanto emerge dalla relazione di Terracciano, poi, sarebbe da definire “illegittima” l'intera gestione della contabilità del Massimo. E va considerata “l'inesistenza per ogni singolo evento gestionale di tutti gli adempimenti stabiliti per legge: impegno, accertamento, descrizione, pareri, pubblicità degli atti”.

Mentre secondo Terraciano sono "inesistenti i registri di cassa e il giornalmastro" senza i quali "è impossibile poter rendere i conti della gestione ed approvare i bilanci preventivi e consuntivi ma anche controllare i fondi di cassa pubblica nella Banca D'Italia considerato l'obbligo del tesoriere di versare in banca le eccedenze giornaliere di cassa":