di Simonetta Ieppariello
All'inchiesta della Procura si affianca quella interna ordinata dal sindaco Foti. Due le inchieste sulla morte di Angelo Lanzaro, senzatetto trovato morto la mattina del 6 gennaio in un box dell'ex Mercatone, abbandonato e dismesso da 30 anni. Indaga la Procura Avellinese per accertare se ci siano responsabilità e si parte dall'ipotesi della omissione di soccorso.
Ieri mattina l’esame autoptico avrebbe acclarato la morte per assideramento. Ma serviranno 60 giorni per avere i risultati completi.
Poi il corpo del povero Angelo è stato trasferito a Visciano, su richiesta diretta di sua sorella. I funerali saranno pagati dal comune di Avellino. E domani il caso approda in consiglio. L’opposizione annuncia battaglia e pare sia pronta una richiesta di dimissioni per l’assessore Mele. Intanto Paolo Foti ammette: «Non so se Angelo avesse chiesto aiuto, ma se l'assessore Mele sapeva della sua condizione, ha sbagliato. Doveva intervenite subito e prima. Ora non serve, ma chiedo scusa alla città». Dal canto suo l’assessore Mele si giustifica spiegando di essersi recata personalmente più volte nel Mercatone senza trovare Angelo e i suoi amici disperati. Intanto sul social piovono i commenti. Tra questi quello del cantautore Angelo Branduardi che, a corredo di una foto che ritrae il giaciglio su cui l'uomo si è addormentato per non svegliarsi mai più in una notte di gelo, commenta: «Lì ci dormiva un uomo. Rimane l'ammasso di stracci congelati da un freddo che è da sempre nemico dei poveri. La tragica metafora di un albero di Natale disfatto, di sacchi epifanici abbandonati e riempiti solo della nostra miseria. Le Feste sono finite. E non siamo stati capaci di rendere questo mondo migliore».
