di Siep
Avevano cercato più volte di riportarlo a casa i suoi familiari. Tutto inutile. Angelo aveva preferito vivere nel Mercatone abbandonato. La famiglia di Angelo Lanzaro ha contattato la nostra redazione per precisare quanto accaduto, raccontando flash, porzione della vita del 44enne morto tragicamente alla vigilia dell’Epifania. Squarci di luce puntati sulla storia di un invisibile. Invisibile fino ad esattamente una settimana fa, con la sua morte, infatti, tutti hanno drammaticamente imparato il suo nome, guardato con attenzione il suo viso. «Angelo non era un senzatetto. Risiedeva con il nonno a Visciano. Poi ha deciso di andare via. Non voleva più vivere in paese. Noi più volte abbiamo cercato di riportarlo a casa. Inutilmente». Racconta la sorella al telefono. Per un periodo, la famiglia ignorava come Angelo vivesse: «Quando scoprimmo che sopravviveva per strada, abbiamo cercato di aiutarlo in tutti i modi. Più volte abbiamo portato Angelo da associazioni e centri specialistici. Tutto inutile. Non ha voluto seguire un giusto percorso». L’intera famiglia sta vivendo come una profonda violazione del proprio più intimo dolore quanto sta accadendo in questi giorni, in cui più di un utente dei social ha potuto infierire accusandoli, ingiustamente del tragico epilogo della vita di un uomo.
«La famiglia ha fatto tutto il possibile per aiutarlo. I giudizi di questi giorni ci feriscono profondamente. E non si rispetta il nostro dolore. Siamo distrutti dalla morte di Angelo. Non si infanghi la sua memoria e la nostra dignità. Siamo una famiglia e nessuno può presumere di capire e conoscere chi siamo e chi è stato Angelo». Ma soprattutto non vogliono alcun aiuta dall'amministrazione. Parlano di carità di cui non hanno bisogno. «Abbiamo rifiutato anche dei fondi dal Comune di Visciano. Che si era dimostrato subito disponibile nei nostri confronti. E respingiamo le proposte delle associazioni. Ai figli di Angelo penseremo noi in prima persona. Lo dobbiamo a lui. Siamo straziati dal dolore. Vi prego, rispettate il nostro lutto».
