Urla e tensione in Comune: arrivano vigili e assessore

Avellino. Buoni libro e sussidi economici, anziano esasperato dall'attesa: «Sono qui da ore».

L'uomo è stato tranquillizzato dai vigili urbani. Poi l'Assessore, Teresa Mele, è arrivata e ha risolto la situazione.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio 

«Non è la prima volta che succede: danno un appuntamento e non si presentano. Cosa devo fare? Sono cardiopatico, non dovrei neppure stare in giro con questo caldo. E invece sono bloccato qui al Comune da questa mattina. Devo spaccare tutto per ricordare che esisto?». Il settantenne che ci parla è esasperato. Aspetta inutilmente da due ore di essere ricevuto dall'assessore ai servizi sociali, Teresa Mele.

L'uomo, accompagnato da una donna, ha un appuntamento. E' qui per discutere dei buoni libro che una sua nipote dovrebbe ricevere per l'ultimo anno scolastico.

Ha la faccia madida di sudore. Inizia ad urlare.

Arrivano due vigili urbani. La situazione può degenerare. Il settantenne ci guarda, si ferma. I due agenti ascoltano le sue ragioni. Lo tranquillizzano spiegandogli i motivi del ritardo. Poi contattano il comando. Per sapere quando l'Assessore tornerà in Comune.

L'anziano che ha dato in escandescenze non è l'unico a vivere il disagio legato all'erogazione dei buoni libro. Questa mattina il corridoio che porta agli uffici dei servizi sociali ad Avellino, è una polveriera. Decine di persone che aspettano di essere ascoltate.

Raccogliamo alcuni commenti.

«Aspettiamo da mesi di ricevere i rimborsi. Abbiamo firmato centocinquanta pratiche: e ancora non si vede un euro».

Qui è seduto anche chi dovrebbe ricevere il sostegno economico destinato agli indigenti. Stessi problemi con la burocrazia.

«Chiedono mille firme: e poi non si fanno trovare».

Raccogliamo il malcontento dell'uomo.

«Purtroppo qui se non forzi un po' la situazione, non ti ascolta nessuno. E' da stamattina che giro fra le stanze del Comune. Senza ricevere risposta. L'appuntamento che mi avevano dato era alle dieci».

Intanto l'assessore è arrivato. Teresa Mele si avvicina alla coppia in attesa. L'anziano è più calmo. La Mele lo tranquillizza ancora, poi dopo averlo preso sotto braccio, lo porta nella stanza affianco. Nel giro di dieci minuti l'uomo riceve la risposta che aspettava.

L'assessore risponde anche a noi: per i buoni libro, l'ufficio preposto, quello alla ragioneria, deve inviare la lista degli aventi diritto alla sede centrale dell'istituto bancario. Banca che poi lo rigira alla filiale avellinese.

«Nel giro di venti venticinque giorni – spiega l'assessore – dovrebbe essere tutto risolto».

Anche il nostro uomo si è calmato e commenta divertito: «Ora, dopo tutta questa confusione, devo andare a prendere la pillola per la pressione. E subito».

Scherzi a parte, è sicuramente da lodare l'intervento di polizia municipale e assessore, che hanno gestito con capacità momenti di tensione che potevano degenerare. Ma una considerazione va fatta: forse le pratiche dei buoni libro (non di competenza diretta dell'Assessorato ai Servizi Sociali) dovevano partire prima.

Inoltre, quello che abbiamo visto questa mattina, è sintomatico di una carenza di personale. Dipendenti che devono gestire troppe pratiche che, spesso, neppure competerebbero loro. E' stato sufficiente che l'Assessore facesse ritardo, per ragioni di lavoro oltre tutto, ed ecco che la macchina comunale è andata in tilt. Senza considerare il carico psicologico al quale i dipendenti sono sottoposti: visto le questioni delicate che affrontano quotidianamente.

Fortunatamente, oltre alla tensione, stavolta nessuna conseguenza seria. Ma andrà sempre così bene?