Di Andrea Fantucchio
Due ore davvero singolari quelle vissute questo pomeriggio da pazienti e infermieri dell’Ospedale San Giuseppe Moscati di Avellino. Quando un uomo, un 60enne che esercita la professione di medico di famiglia in provincia di Avellino, intorno alle 16 è entrato urlando nel pronto soccorso. I presenti sono rimasti allibiti.
Fra le tanti frasi sconnesse del dottore, ce n’era qualcuna che si riferiva alle norme anti-sismiche della struttura ospedaliera che non sarebbero state rispettate: l'uomo ha invitato alcuni presenti a mettersi in salvo. Ha continuato a gridare per alcuni minuti. Ma non si è limitato a questo. Fuori di sé ha cominciato ad avvicinarsi ai pazienti seduti in sala d'attesa dispensando curiose diagnosi cliniche.
Il personale medico ha provato a tranquillizzarlo. Inutilmente. Così è stato necessario contattare le forze dell’ordine. Dopo qualche minuto sono arrivati a sirene spiegate i poliziotti della sezione volante, diretta dal vicequestore Elio Iannuzzi, e una pattuglia dei caschi bianchi coordinati dal comandante Michele Arvonio.
L'uomo continuava ad urlare. Gli agenti della Questura hanno dovuto tranquillizzare i presenti, visibilmente spaventati, mentre un vigile, che conosceva il 60enne, è riuscito a tranquillizzarlo. L'uomo, dopo qualche minuto, si è infatti calmato e ha iniziato a parlare amabilmente con l'agente.
La situazione è presto tornata alla normalità. Nei confronti del dottore è stato emesso un trattamento sanitario obbligatorio firmato dal sindaco, Paolo Foti. Non è infatti la prima volta che l'uomo è pratagonista di situazioni a limite come quella di oggi pomeriggio. Il medico è salito in auto con gli agenti della Questura che l'hanno poi accompagnato all'ospedale Landolfi di Solofra. Dove sarà sottoposto alle cure del personale della struttura.
