Si impicca in cella, 40enne ritrovato morto a Bellizzi

Era detenuto per spaccio e detenzione di droga

Il segretario del Sappe: Il suicidio di due detenuti in due giorni è semplicemente allarmante

Avellino.  

“Nella mattinata di oggi, presso la Casa Circondariale di Avellino, un detenuto di 40 anni ristretto per il reato di detenzione e spaccio di sostanza stupefacenti si è impiccato nella propria cella. Lo stesso è stato prontamente soccorso dagli agenti penitenziari in servizio prestando il primo soccorso, ma purtroppo non c’è stato nulla da fare”. Ne dà notizia Emilio Fattorello, segretario nazionale per la Campania del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE.

Si tratta dell'ennesimo suicidio in carcere, fenomeno ormai noto che ha subito un inquitenate incremento in questi ultimi mesi. L'ultimo caso nel carcere di Ferrara. 

Il segretario generale del SAPPE, Donato Capece interviene da Roma: “Il suicidio di due detenuti in due giorni è semplicemente allarmante. Un detenuto che si toglie la vita in carcere è una sconfitta dello Stato e dell’intera comunità. Questo nuovo drammatico suicidio di un altro detenuto ad Avellino evidenzia come i problemi sociali e umani permangono, eccome!, nei penitenziari, lasciando isolato il personale di Polizia Penitenziaria (che purtroppo non ha potuto impedire il grave evento) a gestire queste situazioni di emergenza.

“Negli ultimi negli ultimi 20 anni le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria hanno sventato, nelle carceri del Paese, più di 21mila tentati suicidi ed impedito che quasi 168mila atti di autolesionismo potessero avere nefaste conseguenze”, conclude il leader nazionale del primo Sindacato del Corpo. “Il dato oggettivo è che la situazione nelle carceri resta allarmante. Altro che emergenza superata!”