di Andrea Fantucchio
Chiuse le indagini della procura di Avellino a carico del sindaco Paolo Foti e della sua amministrazione per un presunto falso in bilancio commesso nel 2013.
Dodici gli indagati che hanno ricevuto la notifica di conclusione indagini. Fra i quali alcuni ex amministratori di palazzo di Città: si tratta di Caterina Barra, Nunzio Cignarella, Giuseppe Ruberto, Angelina Spagnuolo, Roberto Vanacore, Lucia Vietri ed Anna Rita Marchitiello.
Ai quali si aggiunge il dirigente Gianluigi Marotta e gli allora membri del collegio dei revisori dei conti Ottavio Barretta, Antonio Savino e Antonio Pellegrino.
L'inchiesta disposta dal Procuratore Rosario Cantelmo, e condotta dal sostituto procuratore, Luigi Iglio, coadiuvato dalle Fiamme Gialle di Avellino, ha portato all'acquisizione di una vasta documentazione all'interno degli archivi del Comune.
Il reato contestato agli indagati è di falso in atto pubblico. In parte riconducibile alle pregiudiziali presentate dal consigliere d'opposizione Dino Preziosi. Consigliere che evidenziava, fra le numerose presunte inadempienze, anche un mancato riconoscimento di 12 milioni di euro di pignoramento per sottrarre il Comune dal regime di ente strutturalmente deficitario.
Gli avvisi di conclusione indagini, pur essendo un atto dovuto, arrivano in un momento non felicissimo per l'amministrazione comunale. Da diversi giorni sotto la lente d'ingrandimento degli ispettori del Ministero di Economia e Finanze che stanno passando a setaccio la documentazione contabile riconducibile a diverse attività svolte dal Comune in questi anni. A partire dal rapporto con la municipalizzata Acs che si è occupata della gestione delle aree di sosta.
Intanto ieri mattina sono state ascoltate in Procura l'assessore ai Servizi Sociali, Teresa Mele, e quella al Patrimonio, Paola Valentino. Gli inquirenti volevano chiarire alcuni aspetti relativi alla gestione delle aree di sosta e al legame con le cooperative che in questi anni hanno gravitato nell'orbita di Acs.
