Falsa testimonianza: condannato consigliere di Avellino

La condanna emessa dal giudice Lezzi. Tutto sarebbe nato dalla falsificazione di una firma.

Il consigliere Nicola Poppa e Modestino Martino hanno dichiarato di aver assistito alla firma del documento. Per questo sono stati condannati per falsa testimonianza.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio 

Un anno e quattro mesi, pena sospesa, per falsa testimonianza. E' la condanna emessa dal giudice Gennaro Lezzi per il consigliere avellinese di Scelta Civica, Nicola Poppa, e l'ex assessore, Modestino Martino.

Per l'accusa, un giudice tributario avrebbe falsificato la firma di una zia per farsi attribuire una dichiarazione di riconoscimento di debito di 55mila euro. Documento datato 2004 e autenticato dal Comune di Avellino nell'aprile 2009, nell'ambito del procedimento scaturito dall'opposizione al decreto ingiuntivo presentata da un familiare. Poi costituitosi parte lesa con l'assistenza dell'avvocato Irma Mauriello.  

Martino e Poppa, in un'udienza del 2013, avevano affermato di aver assistito alla firma del documento da parte della zia. Di qui l'accusa di falsa testimonianza. 

Per la sentenza sono state decisive le perizie calligrafiche redatte dall'esperto di estraibilità degli inchiostri, il professor Giovanni Bottiroli, ed il noto grafologo Antonio Flammia.  Quest'ultimo è stato ascoltato questa mattina in aula. E ha confermato quanto già affermato nella relazione precedentemente depositata: motivando l'esistenza del falso contestato.

Impegnato nella difesa, fra gli altri, l'avvocato Raffaele Tecce