di Andrea Fantucchio
Rinviato al 29 giugno il processo a carico del sindaco di Avellino, Paolo Foti, e del suo predecessore, Giuseppe Galasso, accusati di omissione in atti d'ufficio per la vicenda che riguarda gli sforamenti di smog a piazza Kennedy. Il rinvio è stato disposto dai giudici del tribunale di Avellino (presidente Sonia Matarazzo, a latere Gennaro Lezzi e Pierpaolo Calabrese) per impedimenti degli avvocati difensori, Nello Pizza e Benedetto Vittorio De Maio, impegnati in corte d'Appello a Napoli. Inutile l'opposizione del pm Teresa Venezia.
Erano presenti in aula tutti i testi citati: fra gli altri, il consigliere Gianluca Festa, l'ex assessore all'ambiente, Giuseppe Ruberto, e l'ex segretario comunale, Carlo Tedeschi.
C'era anche la presidente del comitato di piazza Kennedy, Raffaela Manzo, costituitasi parte civile con l'assistenza dell'avvocato Picardi. Proprio la Manzo ha manifestato il proprio dissenso per il rinvio, reso purtroppo inevitabile dagli impedimenti dei legali.
Il processo di oggi è nato in seguito a un'inchiesta disposta dal Procuratore Rosario Cantelmo e coordinata dai sostituti, Roberto Patscot e Teresa Venezia. Per gli inquirenti: Galasso e Foti, in qualità di primi cittadini, non avrebbero provveduto ad adottare misure adeguate al contrasto dello sforamento di pm10 e dunque a tutela della salute pubblica.
Gli sforamenti contestati, sono stati segnalati dai dirigenti comunali più volte fra il 2009 e il 2013. Dopo le registrazioni raccolte dalle centraline ambientali di via Colombo e via Scandone. L'attività omissiva di Foti finirebbe il 27 marzo 2014, quando il primo cittadino aveva poi preso atto delle segnalazioni dei dirigenti, disponendo il blocco dei vicoli e la circolazione con targhe alterne. A Galasso non sono invece ascrivibili iniziative simili.
Quella di giugno si preannuncia un'udienza fiume: visto il numero dei testi da ascoltare. Sarà proprio allora che sarà lasciata spazio alla difesa che proverà, suffragata dalle testimonianze dei testimoni citati, a smontare l'impianto accusatorio. E dimostrare l'innocenza di Foti e Galasso.
