Piscina, Comune "in trappola": quel contratto mai controllato

Un convenzione che blinda la polisportiva. Perché il Comune non aveva mai vigilato fino a oggi?

Fino all'avvento dell'assessore al Patrimonio Paola Valentino non era mai stato nominato il responsabile unico del procedimento, previsto dalla convenzione. Figura che aveva proprio il compito di vigilare su quanto previsto dal contratto.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio 

Centinaia di migliaia di euro da versare, ma nessun centesimo in cassa. Il Comune di Avellino avrà i suoi problemi se confermerà di voler risolvere la convenzione con la "Polisportiva Avellino s.r.l." del gruppo Cesaro. Società alla quale è stata affidata la gestione della piscina comunale fino al 2032. E che, come anticipato da Ottopagine.it, è recentemente finita sotto la lente d'ingrandimento della magistratura dopo la denuncia della Cgil. Il segretario generale, Franco Fiordellisi, ha raccontato ai carabinieri di aggressioni subite durante lo sciopero del 7 dicembre e di lavoratori impiegati irregolarmente. Accuse che hanno spinto gli inquirenti a indagare e il Comune a premunirsi.

L'assessore al Patrimonio, Paola Valentino, ha così annunciato di voler risolvere la convenzione. Ma, come vi anticipavamo, non sarà un'impresa semplice. Soprattutto alla luce degli indennizzi previsti per la rescissione.

Mancanze inspiegabili e indennizzi salatissimi:

Un cifra pari al 10 per cento delle servizi ancora da fornire fino al 2032. Per un valore di svariate centinaia di migliaia di euro. Alle quali vanno aggiunti i costi sostenuti dalla polisportiva per le opere già realizzate. Un rebus finanziario di difficile soluzione. Alla luce del comportamento tenuto dal Comune in questi anni.

L'ente di Piazza del Popolo doveva essere garante del mutuo contratto dalla polisportiva dei Cesaro con l’Istituto per il Credito Sportivo. Ma non ha mai stanziato alcuna cifra per assolvere questo compito. Così come non è mai stato nominato, fino all'avvento dell'assessore Patrimonio Paola Valentino, un Rup di progetto. Un responsabile che doveva occuparsi di verificare il rispetto delle prescrizioni contrattuali. Nella convenzione questa figura era ritenuta così importante da prescrivere anche l'individuazione di un sostituto. Eppure, fino a quando il colonnello Arvonio è stato investito dell'incarico, il ruolo è rimasto incomprensibilmente scoperto. Parliamo di quattordici anni. Perché il Comune non riteneva importante vigilare sul rispetto del contratto?

Una domanda che assume ancora più valore. Considerato quanto accaduto negli ultimi due anni.

Nessuno del Comune ha mai vigilato:

Nel 2016 l'Ispettorato del lavoro aveva denunciato presunte irregolarità nell'inquadramento e nelle coperture versate a dipendenti e collaboratori. Era seguita un'inchiesta della Finanza. Insomma, c'erano gli estremi affinché il Comune valutasse l'effettivo rispetto del contratto. Alla luce della convenzione che stabilisce come il concessionario, e quindi la polisportiva, sia “responsabile del danni e pregiudizi, di qualsiasi natura, causati dalle sue attività al Comune, dipendenti, consulente terzi anche per fatto doloso o colposo del proprio personale, dei suoi collaboratori e di chiunque si avvalga nell’esecuzione della concessione”.

Ora si cerca di correre ai ripari. Sarebbero cinque le rate non pagate dal gestore della struttura di via De Gasperi al Credito Sportivo. Ritardi che hanno spinto gli uffici comunali a cercare un confronto con l'ente finanziatore per chiarire la posizione del Comune. Un'impresa per nulla semplice.

Della stessa inchiesta, leggi anche di Ottopagine.it:

1) Lavoro nero e aggressioni: inchiesta sulla piscina comunale

2) Blitz dei carabinieri al Comune: si indaga sulla piscina