Diplomi falsi: «Quest'indagine fa perdere un sacco di soldi»

Per gli inquirenti così si sarebbe espresso l'indagato anche dopo la denuncia del sindacato.

Ora il sospettato, nell'interrogatorio di fronte a gip, proverà a smentire le accuse a suo carico. Indagati con lui anche il funzionario di un istituto formativo del capoluogo e una donna di Avellino che avrebbe usufruito del titolo fasullo.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio 

«Quest'indagine mi sta facendo perdere un sacco di soldi, i clienti non vengono più a ritirare i documenti», Così Antonio Perillo parlava a telefono dell'inchiesta sui titoli falsi che lo vedeva coinvolto. Intercettazioni che sono state raccolte dagli inquirenti della Procura avellinese dopo il servizio di Striscia la Notizia e la successiva denuncia della Cisl.

Perillo avrebbe continuato a svolgere la compravendita di titoli anche dopo la perquisizione che i carabinieri avevano eseguito in casa sua. Ipotesi investigativa suffragata da diverse intercettazioni telefoniche raccolte, su disposizione della Procura, dal nucleo investigativo dei carabinieri di Avellino che si è occupato di condurre l'indagine.

Per gli inquirenti sarebbero due i certificati falsi proposti dall'indagato. Si tratta di un certificato di operatore socio sanitario emesso dalla struttura di Santa Maria Capua Vetere e una patente europea prodotta da un istituto avellinese privato che si trova al centro di avellino. Dove era impiegato il secondo indagato dell'inchiesta, il 35enne poi interdetto per dodici mesi dalla funzione di esaminatore per la quale è indagato.

Per l'accusa gli incontri con i clienti avvenivano in due momenti. Nel primo approccio gli interessati al diploma presentavano la loro documentazione versando una parte del denaro. Il resto veniva consegnato in un secondo momento quando il cliente riceveva le false attestazioni.

La somma richiesta variava dai trecento euro per il singolo attestato a diverse migliaia di euro per i diplomi completi. L'indagato, questo è quanto sostiene l'accusa, avrebbe utilizzato la sede Cisl per stabilire i contatti con i potenziali clienti interessati. (QUI LEGGI TUTTI I DETTAGLI DELL'INCHIESTA - Con gli indagati)