di Andrea Fantucchio
Dopo la revoca del pignoramento di Eni nei confronti di Alto Calore, l'ente di Corso Europa si trova a fronteggiare un nuovo pignoramento relativo ad alcuni mezzi aziendali. Nato in seguito alle contestazioni di un fornitore di Acs.
Abbiamo contattato la dirigenza dell'azienda per far luce sulla situazione. Alto Calore ha già manifestato la volontà di impugnare il provvedimento. Sarebbero numerose le irregolarità procedurali ravvisate dall'avvocatura dell'ente di Corso Europa. L'irrisorietà della cifra contestata rispetto al pignormento già risolto (proprio quello con l'Eni) fa ben sperare l'ente per la conclusione positiva della controversia legale. Al momento, comunque, la dirigenza di Alto Calore ci tiene a comunicare che i mezzi sono funzionanti. E che, come anticipato, si è già attivato l'ufficio legale per l'impugnazione del pignoramento.
Come dicevamo una settimana fa l'amministrazione di Lello De Stefano era riuscita a concludere favorevolmente la controversia legale fra Acs e Eni. L'azienda energetica aveva chiesto che le fossero corrisposti alcuni debiti arretrati. Si parlava di oltre due milioni di euro.
La presidenza aveva ottenuto la rinegoziazione del debito accumulato nei confronti dell'Eni durante gli anni passati. C'era stato un incontro decisivo a Milano con i vertici dell'azienda. La revoca del pignoramento ha permesso ad Acs di sbloccare il fido bancario e così pagare alcune mensilità arretrate dei dipendenti.
L'attuale amministrazione di Acs ha già pagato quasi nove milioni degli oltre diciannove dovuti all'Eni. Il pignoramento delle scorse settimane era scaturito dall'emergenza idrica che l'ente di Corso Europa aveva dovuto fronteggiare. Acs era stato costretto a sospendere i pagamenti per gli interventi straordinari. Di qui era scaturita la controversia legale, poi risolta, che aveva fatto vivere settimane di apprensione all'azienda.
